Visita medica per attività sportive: quando società e genitori la snobbano

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La corretta alimentazione dei giovani atleti è solo uno degli aspetti relativi alla salute nello sport a livello agonistico e non: la visita medica, invece è troppo spesso snobbata sia dalle società, sia dai genitori. È una cosa che ho constatato con rammarico e se dovessi calcolare una statistica in base alle consultazioni fatte con colleghi e genitori, la percentuale di coloro i quali abbiano capito realmente l’importanza della salute nello sport in genere sarebbe davvero molto bassa.

Troppi genitori e troppi istruttori di calcio con i quali ho a che fare per almeno 9 mesi l’anno, tendenzialmente hanno un approccio leggero alla salute di bambini e ragazzi: “sì, ma tanto a noi non è mai successo niente”, “mio figlio è sano come un pesce, può giocare anche 5 ore di fila senza stancarsi”… Il “si è sempre fatto così, stiamo tranquilli” è purtroppo il modo di agire di troppe società e istruttori, che invece dovrebbero per prima cosa informarsi ed informare dei rischi che può comportare la pratica dello sport e di quelle che sono le buone norme per assicurarsi che ogni iscritto ad una scuola calcio sia per prima cosa “idoneo”.

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Le normative vigenti, prevedono che per le attività sportive rientranti tra quelle qualificate come “non agonistiche” è sufficiente che il giovane atleta sia sottoposto a visita medica presso il medico curante o la pediatra di base, che a sua volta dovrà rilasciare un certificato di “idoneità all’attività sportiva non agonistica”. Eventualmente, il medico di base o la pediatra, possono anche richiedere ulteriori accertamenti, il più frequente è l’elettrocardiogramma. Nel caso delle attività “agonistiche” (tutte quelle attività che si svolgono dal compimento del 12° anno di età), invece, è richiesta una visita medica di secondo livello ed è regolata dalla normativa sulle attività agonistiche. La visita è praticamente gratuita (si paga solo 1 euro di ticket), si svolge presso il centro di Medicina dello Sport abilitato e se superata darà diritto ad un certificato che ha validità un anno. Il certificato medico di “idoneità all’attività sportiva agonistica” – che deve essere conservato dal presidente o da un rappresentante legale della società – può anche non coincidere con la scadenza della tessera Figc, ma deve essere in possesso della stessa società prima dell’emissione della stessa. Purtroppo, diverse delegazioni locali completano il tesseramento dei giovani atleti, anche senza il certificato medico e questo rappresenta un gravissimo segnale per società e genitori.

“Se nemmeno è obbligatorio, mister, perché dobbiamo avere questo certificato…”, mi sono sentito dire da qualche genitore. Il certificato è sempre OBBLIGATORIO ed è SPECIFICO: ossia viene rilasciato per ciascuna singola disciplina. Se vostro figlio ha ottenuto il certificato per attività agonistica calcistica, non vuol dire che potrà ad esempio fare nuoto. A meno che non sia la stessa società o l’atleta a richiedere un certificato per diversi sport, con tutte le visite supplettive che potrebbe comportare.

Dal 1° luglio, inoltre, sarà finalmente obbligatorio il possesso di defibrillatori per tutte le attività sportive non agonistiche. Lo ha stabilito un decreto dei ministri della Salute e dello Sport. Oltre agli strumenti, le società o gli impianti dovranno disporre anche di personale formato ad utilizzarli. Sono escluse alcune discipline che non compendiano rischi per l’apparato cardiocircolatorio, come il tiro a segno e la pesca con la canna.

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Giornalista e istruttore tecnico di scuola calcio, scrivo e studio sport praticamente 24 ore al giorno guidato da un irrefrenabile ottimismo nei confronti delle nuove generazioni.
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