Trentino in bici: le piste ciclabili a Trento e dintorni

Trentino in bici le piste ciclabili

Undici piste ciclabili per un totale di 358,3 km, la Provincia di Trento è da anni all’avanguardia nella promozione del proprio territorio attraverso la bicicletta

Il Trentino è una delle province italiane che hanno maggiormente investito sulle piste ciclabili come volano per il turismo. Già alla fine del secolo scorso le amministrazioni locali hanno intuito come il turismo in bicicletta avrebbe potuto essere uno straordinario veicolo per la scoperta del territorio e oggi la rete delle ciclabili del Trentino conta 11 itinerari per un totale di 358,3 km.

Le piste ciclabili trentine sono quasi interamente in sede protetta, a eccezione degli attraversamenti stradali e questo elemento le rende ideali anche per escursioni con bambini piccoli e ciclisti poco esperti.

Le piste ciclabili del Trentino – a eccezione di quella della Val di Non e del Primiero – sono raggiungibili con la formula Bike&Bus oppure caricando la bicicletta sul treno.

Sulla rete ciclabile della provincia sono presenti 19 bicigrill ovverosia luoghi dove ciclisti si possono ristorare con bevande e generi alimentari, possono effettuare piccole riparazioni grazie alle attrezzature messe a disposizione dal servizio e possono ricevere informazioni sulle possibilità di movimento in bicicletta e sulle varie offerte del territorio limitrofo.

La più lunga e nota pista ciclabile è quella della Valle dell’Adige: nei suoi 81,6 km da Cadino di Faedo a Borghetto di Avio costeggia per lunghi tratti il fiume con un percorso in leggera ma costante discesa.

Planimetria pista ciclabile dell'Adige
La planimetria della ciclabile dell’Adige, con i suoi 81,6 km la più lunga del Trentino

La seconda in ordine di lunghezza è la pista ciclabile della Valsugana: 52,7 i chilometri che portano i ciclisti da Pergine Valsugana a Grigno assecondando il percorso del fiume Brenta.

La ciclabile del Primiero unisce le località di Imer e Siror con 9,5 km e un dislivello positivo di 176 km.

La ciclabile della Val di Sole da Cogolo a Mostizzolo è una lunga discesa di 34 km che asseconda l’andamento del fiume Noce.

La ciclabile delle Valli di Fiemme e di Fassa unisce Molina di Fiemme a Fontanazzo di Mazzin: i chilometri da percorrere sono 42 con un dislivello di 760 metri se si procede in questo senso. Su questa ciclabile si possono ammirare le splendide vette delle Dolomiti.

La Val Rendena dispone di una pista ciclabile che unisce Preore a Pinzolo: 23 i chilometri da percorrere con un dislivello positivo di 400 metri e splendidi colpi d’occhio verso le Dolomiti di Brenta.

La ciclabile della Valle del Chiese parte dal Lago d’Idro e risale in 28 km fino a Prà di Bondo, accumulando un dislivello positivo di 590 metri.

La pista ciclabile di Adige-Garda è, senza dubbio, quella con il tracciato più irregolare: unisce Mori a Riva del Garda con un percorso di 20 km e 150 metri di dislivello (250 metri se lo si percorre in senso inverso).

Pista ciclabile della Val di Non
Un tratto in salita sulla pista ciclabile della Val di Non

Sul precedente itinerario si innesta la ciclabile dei Laghi che unisce Torbole sul Garda a Terlago con 39 chilometri nervosi in cui si accumula un dislivello positivo di 575 metri e negativo di 222 metri.

Anche la ciclabile della Val di Ledro unisce due laghi: si parte da Pieve di Ledro sulle rive del lago omonimo per raggiungere, dopo 8,5 km (e 130 metri di dislivello positivo) il Lago d’Ampola.

La ciclabile della Val di Non fa storia a sé: a differenza delle altre che hanno un andamento lineare, questa pista è un anello di 20 km che unisce Fondo, Sranonico, Romeno, Cavareno e Malosco. Quello della “valle delle mele” è un itinerario piuttosto nervoso, con tre salite e un dislivello di 380 metri.

Per informazioni su come trasportare la bici si può consultare la pagina dedicata nel sito della Provincia.

Foto Visit Trentino

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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