Tonya Harding: chi è la pattinatrice di “I, Tonya”, rivale di Nancy Kerrigan

Tonya Harding - Pattinatrica di I Tonya

Ricostruiamo la storia della rivalità tra Tonya Harding e Nancy Kerrigan con i video dell’epoca.

Al Festival del Cinema di Roma è stato presentato I, Tonya, un film dedicato a Tonya Harding, pattinatrice sul ghiaccio americana, nota al mondo per essere una delle prime a compiere un triplo axel e per “l’incidente” come viene spesso definito nel film di Craig Gillepsie: l’attacco alla sua più grande rivale Nancy Kerrigan.

Il 6 gennaio del 1994, Nancy Kerrigan viene aggredita da Shane Stant, un uomo contattato da Jeff Gilloly, ex marito di Tonya. L’aggressione è avvenuta per eliminare la rivale numero uno di Harding, ma prima di analizzare l’accaduto nel dettaglio, forse è meglio chiarire la vicenda.

Partiamo da Tonya Harding che inizia a pattinare già a quattro anni. Dietro di lei, ad accompagnarla in ogni passo, c’è la madre che l’ha allevata per farla diventare una pattinatrice di fama mondiale. Per ottenere buoni risultati, la madre è pronta a tutto. Nonostante Tonya si applichi e sia la prima americana a realizzare un triplo axel, i giudici non le danno quello che secondo lei è il punteggio che merita e si ritrova a essere penalizzata.

È di umili origini, non si può permettere i vestiti migliori e deve cucirseli da sola, appare spesso sulla pista come un’atleta con molta poca grazia. Se Tonya rappresenta un genere di America, dall’altra parte, al suo fianco sulla pista, gareggia Nancy Kerrigan, la fidanzatina d’America. Bella, elegante, leggiadra, sulla pista Nancy è tutto quello che Tonya non riesce a essere.

Tonya, cresciuta con una madre dispotica, decide di sposare il suo primo fidanzato Jeff Gilooly. Un uomo violento e che organizzerà l’attacco a Nancy Kerrigan. Lo stesso con il quale girerà un filmino hard che sarà venduto poi a Penthouse per 200mila dollari.

Nel 1992, Tonya partecipa ai suoi primi Giochi Olimpici e arriva quarta dopo che il 1991 è stato il suo anno migliore: a 21 anni Tonya riesce a stabilire ben tre record a Skate America eseguendo due volte un triplo axel nella competizione singola, un triplo axel nel programma corto e la combinazione triplo axel e doppio toe loop. Per lei nello stesso anno arriva anche un argento mondiale.

Dopo la deludente Olimpiade, nel 1993 pattina sempre meno e perde forma fisica. Grazie alla decisione del CIO di separare i Giochi estivi da quelli invernali, le Olimpiadi invernali si celebrano anche nel 1994, a Lillehammer .

Nancy Kerrigan, intanto, prosegue con la sua carriera e non sbaglia un colpo: è terza ai campionati americani del 1990-1991, quelli vinti da Tonya, e prosegue la sua scalata e crescita fino a vincere i campionati nazionali nell’anno delle Olimpiadi norvegesi. Nel 1992-1993 è argento a livello nazionale davanti a Tonya Harding.

Prima ancora di partecipare ai Giochi di Albertville, per Nancy fioccano le offerte di contratti pubblicitari: è il volto di Evian, Reebok e anche della Campbell’Soup dipinta da Andy Warhol. Come se non fosse abbastanza, i suoi vestiti sono realizzati dalla stilista Vera Wang.

Immaginate la situazione: da una parte una che ama guidare i pick-up ma è tecnicamente perfetta in pista, dall’altra la grazia fatta persona; una che si cuce i vestiti da sola, l’altra che ha la fortuna di avere una stilista a realizzarli; una con una famiglia alle spalle che l’assiste in tutto ciò che fa (nel video in cui Nancy Kerrigan urla subito dopo l’aggressione è il papà a portarla in braccio) e un’altra con una madre despota che cambia partner come paio di scarpe e un marito che la maltratta.

Come dice anche Harding nel film: “L’America ha bisogno di qualcuno da odiare e qualcuno da amare”. Ecco le due facce dello stesso sport: Nancy e Tonya, una contro l’altra. Lo scontro è inevitabile.

A pianificare l’aggressione a Nancy Kerrigan è il marito di Tonya insieme alla sua guardia del corpo, Shawn Echhardt, poi è Shane Stant ad attaccare il ginocchio di Nancy Kerrigan con un manganello il 6 gennaio del 1994.

L’attacco finisce su tutte le pagine dei giornali e nelle TV di tutto il mondo: uno sport che rappresenta la grazia diventa sinonimo di violenza. Nonostante l’attacco, Nancy Kerrigan riesce a partecipare ai Giochi Olimpici insieme alla sua rivale Tonya Harding.

A seguire i loro allenamenti ci sono più di 4mila giornalisti e il mondo si accorge del pattinaggio. Nella pista norvegese, a causa della troppa attenzione e di un laccio rotto, Tonya Harding finisce la gara ottava, Nancy Kerrigan è argento dietro a Oksana Baiul.

Una volta rientrata negli USA, Tonya Harding ottiene una condanna esemplare: tre anni di libertà condizionale, l’allontanamento dalle piste, la radiazione dalla Federazione americana e la cancellazione del titolo americano ottenuto nel 1994, per la Federazione Tonya sapeva dell’attacco ma aveva manifestato “una chiara mancanza di rispetto nei confronti della sportività, giustizia e comportamento etico”.

Tonya ha raccontato la sua storia in un libro The Tonya Tapes e nel 2002 ha iniziato una carriera nella boxe. Nancy Kerrigan, dopo essersi ritirata, ha realizzato una serie di show sul ghiaccio e ha anche preso parte alla versione originale di Ballando sul ghiaccio.

La recensione del film “I,Tonya”

I, Tonya di Craig Gillespie è il frutto di una serie di interviste “assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia” (come recita il cartello iniziale del film) fatte ai protagonisti della vita di Tonya Harding: Tonya, interpretata da una pazzesca Margot Robbie, il marito Jeff (Sebastian Stan), Shawn (Paul Walter Hauser), la madre Lavona (un’altrettanto straordinaria Allison Janney) e l’allenatrice di Tonya, Diane Rawlinson (Julianne Nicholson).

Il film è il frutto di un paio di conversazioni che lo sceneggiatore ha avuto con Tonya e Jeff, totalmente contraddittorie tanto da aver trovato il materiale per realizzarlo.

I, Tonya è un ritratto magnifico di una storia antisportiva, eppure straordinariamente sportiva al tempo stesso: una bambina diventata atleta troppo presto e nelle mani della persona più sbagliata. Un’atleta la cui carriera è stata segnata dalle sue scelte errate e che sarà indissolubilmente legata a quella della sua rivale, purtroppo solo menzionata in un paio di scene, Nancy Kerrigan.

L’assenza di Nancy è giustificata dal fatto che il film è dedicato all’esplosiva Tonya. Prendere o lasciare, Tonya Harding era fatta così: rude e greve fuori e dentro dalla pista, sulla quale comunque ha lasciato un segno. Lei, che amava i pick-up, le parolacce, le sigarette, l’alcool era la stessa Tonya che scendeva in pista ed eseguiva il triplo axel.

I, Tonya, al momento senza data di uscita in Italia, sarà distribuito da Lucky Red.

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Giornalista professionista e grande appassionata di cinema e serie tv. Scrive per diverse testate nel web.
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