SunriseBike Ride: a Torino è buona la prima

SunriseBike Ride Torino 2017 - Il racconto

Partiamo da un presupposto: se è per andare in bicicletta non è mai una levataccia. Per cui quando ho saputo che la SunriseBike Ride organizzata dal mio omonimo bolognese Davide Mazzocco avrebbe debuttato a Torino ho messo un circolino rosso sul calendario.

Sveglia alle 5, divisa da ciclista, giacca anti-vento, casco, occhiali e giù in strada. Il clima è piuttosto fresco, non molte ore fa la pioggia ha fatto scendere la temperatura. Da casa mia alla sede di partenza di piazza Carlo Alberto ci sono 5 chilometri, ma sono fra i primi a raggiungere il ritrovo.

Ore 6 di domenica 10 settembre 2017, piazza Carlo Alberto, Torino: si parte!

Luci fisse o intermittenti, qualche scampanellio in una delle piazze più salottiere di Torino e poi si parte. A dar man forte agli organizzatori bolognesi ci sono i ragazzi del Bike Pride manifestazione (post prandiale e gratuita) che ogni estate allinea al via decine di migliaia di ciclisti urbani torinesi.

Ma anche alla SunriseBike Ride il gruppo è bello folto: più di 500 partenti alle 6 del mattino e in una prima edizione sono un formidabile successo.

Si parte. Da piazza Carlo Alberto imbocchiamo via Lagrange passando di fronte al Museo Egizio, poi, dopo avere sfiorato piazza San Carlo, imbocchiamo via Roma, per proseguire su via Nizza e corso Marconi. L’ingresso nel Parco del Valentino, poco prima dell’alba, è uno dei momenti magici della pedalata: i campanelli e le voci dei ciclisti procedono nel silenzio del più bel parco della città.

Foto di gruppo in piazza Castello, cuore del capoluogo piemontese

Una breve discesa ci conduce ai Murazzi (dove assistiamo al sorgere del sole) e successivamente imbocchiamo via Po, via Verdi, via Montebello (passando sotto la Mole Antonelliana) e corso San Maurizio che ci porta dentro i Giardini Reali.

L’andatura è blanda, 8-10 km/h non di più. La SunriseBike Ride è una manifestazione per tutti, un evento nel  quale non vi è la minima pulsione agonistica. Ci sono ciclisti di tutte le età e tutte le tipologie di bicicletta, dalle scatto fisso alle mountain bike, dalle recumbent alle pieghevoli, dalle biciclette da corsa alle normali city bike.

Il ristoro all’arrivo della SunriseBike Ride

La pedalata procede sulla riva sinistra della Dora e poi svolta nuovamente verso il centro attraversando Porta Palazzo, sede del più grande mercato all’aperto d’Europa. Il Quadrilatero Romano, piazza Solferino, corso Matteotti, corso Bolzano, corso San Martino, quindi piazza Statuto e via Garibaldi ci riportano nel cuore della città per la foto di gruppo in piazza Castello. L’epilogo è una discesa fino al Po e una risalita lungo via Giolitti, per poi tornare in piazza Carlo Alberto.

Poco prima delle 8, quando la città si sveglia, il nostro itinerario di 14 chilometri è concluso. Dopo il ristoro raggiungo l’organizzatore Davide Mazzocco che è visibilmente contento: “È finita la tappa di Torino. Fantastica tappa, tantissima gente, siamo oltre 500 iscritti. Veramente stupendo: abbiamo toccato i punti più belli della città a un’ora meravigliosa. È stato veramente emozionante. Siamo al terzo anno di tour: abbiamo iniziato a Bologna tre anni fa con la prima tappa e da allora portiamo in giro la SunriseBike Ride nelle varie città d’Italia e a Valencia. L’8 ottobre sarà la nostra terza volta in terra spagnola.  Devo dire che la tappa di Torino è stata qualcosa di veramente fantastico. Ringrazio la città, l’appoggio dei vigili, i meravigliosi ragazzi di Bike Pride-Fiab. Ripeto: un’emozione unica, città bellissima, torinesi fantastici”.

L’organizzatore Davide Mazzocco insieme al giornalista di Sport Folks Davide Mazzocco

Dunque appuntamento a Valencia, il prossimo 8 ottobre, e al 2018 per le tappe italiane.

Foto e video di Davide Mazzocco

Foto di copertina di SunriseBike Ride

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui “Ciclismo” e “L’Unità”. Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui “Storia del ciclismo” e “Grimpeur”.

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