Sport outdoor e allergie: la parola all’allergologa
Allenarsi all’aperto in primavera ed estate non è piacevole per tutti: chi soffre di allergie, infatti, si ritrova ad affrontare seri problemi di respirazione o vere e proprie crisi. È dunque importante sapere a cosa si è allergici, fare i test giusti e di conseguenza trovare i rimedi più efficaci. Con la collaborazione di MioDottore.it abbiamo intervistato la dottoressa Ilaria Ottaviano, specializzata in otorinolaringoiatria e allergologia, che riceve in provincia di Frosinone.
Spesso è difficile individuare le allergie. Quali sono i sintomi più frequenti che devono far suonare un campanello d’allarme?
“Bisogna sospettare una allergia alimentare quando, ingerendo un determinato alimento e sempre quello, entro circa 20 minuti compaiono sintomi quali orticaria, prurito orale, edema delle labbra, della lingua e delle altre strutture faringo-laringee, vomito, dolori addominali talvolta fino allo shock”
A che tipo di esami occorre sottoporsi? Sono esami a pagamento e possono essere molto costosi?
“Per fare diagnosi si utilizzano i prick test, ossia i test cutanei, o un prelievo ematico per l’esecuzione dei RAST. I primi si possono effettuare sia privatamente che in convenzione presso i centri di allergologia delle ASL di riferimento, per i secondi occorre rivolgersi ad un laboratorio analisi privato o convenzionato”
Chi pratica sport all’aperto e soffre di allergia, che tipo di accortezze deve prendere?
“Per chi pratica sport, ma anche per chi ha l’abitudine o la necessità di stare all’aria aperta ed è allergico ai pollini consiglio una buona terapia preventiva da eseguire prima della stagione primaverile e da proseguire per il resto della stagione”
Quali sono i medicinali leciti e in quali quantità?
“Nella rinite allergica ci si può avvalere degli spray nasali cortisonici da utilizzare in doppia o monosomministrazione giornaliera e degli antistaminici nel caso in cui lo spray da solo non dovesse essere sufficiente nel controllo dei sintomi. Per gli asmatici invece si utilizzano corticosteroidi e broncodilatatori per via inalatoria”
Apriamo un capitolo a parte sul Ventolin e la sostanza che contiene, il salbutamolo, che spesso mette nei guai alcuni atleti. Può spiegarci quando è indispensabile prenderlo, in quali quantità e perché spesso anche grandi campioni, con fior fior di medici nel proprio entourage, cadono nell’errore di usarne più del dovuto?
“Lo sport espone indubbiamente la persona asmatica a stimoli spesso incontrollabili, come aria inquinata o fredda, determinando riacutizzazioni e un maggior uso di farmaci. Le attuali norme anti-doping pongono alcune restrizioni ai farmaci anti-asmatici, ma fortunatamente esse sono poche ed esistono eccezioni quali i broncodilatatori che possono essere utilizzati esclusivamente per via inalatoria così come i corticosteroidi, naturalmente con una certa attenzione ai dosaggi. Inoltre gli sportivi asmatici sono tenuti ad informare e a presentare idonea certificazione medica agli organi di competenza prima di ogni gara”.