La lettera di Serena Williams a Fortune sul Black Women’s Equal Pay Day

Serena Williams su Equal Pay Day

Serena Williams non è solo una delle tenniste più forti di tutti i tempi, un personaggio dentro e fuori il campo e un’icona nel mondo della moda, ma è anche un’attivista e la sua principale battaglia è quella contro il Gender Pay Gap, ossia la differenza di paga tra uomini e donne, che è ancora una piaga in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, tuttavia, qualcosa si muove. È successo a Hollywood, grazie ad alcune attrici che hanno preteso la stessa paga dei colleghi uomini e anche grazie ad alcuni attori uomini che si sono fatti adeguare il compenso per renderlo uguale a quello della collega donna. Tuttavia è stato calcolato che la reale equità di trattamento economico sarà raggiunta soltanto nel 2059.

La lotta di Serena Williams è ancora più specifica, perché di fa portavoce delle donne di colore, le quali hanno la peggio nel confronto con gli uomini. il primo Equal Pay Day, infatti, è stato il 4 aprile, mentre il Black Women’s Equal Pay Day è stato ieri, 31 luglio. Perché? La spiegazione è molto semplice: l’Equal Pay Day 2017 è il giorno fino al quale una donna deve lavorare per ottenere quello che un uomo ha ottenuto nel 2016. Una donna bianca negli States guadagna 82 centesimi a fronte di un dollaro guadagnato da un uomo, per questo, avrebbe dovuto lavorare fino al 4 aprile (quindi quasi un terzo di anno in più) per guadagnare quello che in media ha guadagnato un uomo da gennaio a dicembre 2016. Una donna di colore, invece, guadagna solo 63 centesimi a fronte di un dollaro di un uomo e dunque avrebbe dovuto lavorare fino al 31 luglio (quasi due terzi di anno in più!) per ottenere la stessa paga annuale di un uomo 19 mesi di lavoro di una donna di colore varrebbero quando 12 mesi di lavoro di un uomo. Una disparità di trattamento che fa rabbrividire, eppure è proprio così.

Per questo Serena Williams ha scritto una lettera che è stata pubblicata da Fortune in cui spiega di sapere di essere una privilegiata, ma se da bambina non avesse preso una racchetta in mano, ora anche lei avrebbe lo stesso identico problema, perciò si batte per le donne come lei. La tennista scrive:

“Crescendo, mi è stato detto che non sarei riuscita a realizzare i miei sogni perché ero una donna e, soprattutto, a causa del colore della mia pelle. In ogni fase della mia vita, ho dovuto imparare ad alzarmi da sola e a parlare. Sono stata trattata in modo sleale, sono stata scoraggiata dai miei colleghi maschi e, nei momenti più dolorosi, sono stata oggetto di commenti razzisti dentro e fuori il campo da tennis”

Poi aggiunge:

“I cicli di povertà, la discriminazione e il sessismo sono molto, molto più difficili da infrangere rispetto al record di titoli del Grande Slam. Per ogni donna nera che riesce a raggiungere una posizione di potere, ce ne sono troppe che devono ancora combattere. La maggior parte delle donne nere in tutto il nostro Paese non hanno lo stesso supporto che ho avuto io, e dunque non parlano di quello che sarebbe giusto e appropriato nel luogo di lavoro. E quando lo fanno spesso vengono punite”

Serena Williams, che arricchisce la sua lettera di dati e percentuali, conclude poi con un invito esplicito alle donne nere a farsi coraggio e a parlare di parità di trattamento economico ogni volta che possono e le sprona a credere in se stesse quando nessun altro lo fa.

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni.
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