Salite da scoprire: Col de Vars

Col de Vars salita versante sud

Un “duemila” che ha scritto pagine epiche del Tour de France

Meno noto del Col de l’Izoard, al quale è stato spesso associato dagli organizzatori del Tour de France nei tapponi alpini che hanno scritto l’epica storia della Grande Boucle, il Col de Vars è una salita di media difficoltà che può essere affrontata tranquillamente in abbinamento a un altro colle visto l’impegno non eccessivo che richiede ai ciclisti.

Un tratto di falsopiano prima di arrivare a Les Gleizolles

Il versante sul quale concentriamo la nostra attenzione è quello meridionale, affrontato durante l’ultima edizione del Tour de France e da me scalato nel 2007. Si tratta di una salita piuttosto breve (9,3 km) e con una pendenza media non impossibile (7,5%).

Il punto di partenza ideale è Jausiers, località transalpina situata a pochi chilometri dal confine italiano e vicinissima a molte fra le salite più suggestive delle Alpi francesi, dalla Cime de la Bonette alla salita di Pra Loup, dal Col d’Allos al Col de la Cayolle, dal Col de Larche al Col du Parpaillon (sterrato negli ultimi 8 km). Ci sono davvero poche località in Europa che possano contare su di una scelta così ampia di salite nel raggio di una quindicina di chilometri.

Per raggiungere l’attacco al versante meridionale del Col de Vars bisogna pedalare per 7,5 km dai 1226 metri di Jausiers ai 1307 metri del bivio di Les Gleizolles: qui si svolta a sinistra abbandonando la D900 che risale il Col de Larche per imboccare la D902 che, in sei chilometri e con un altro centinaio di metri di dislivello positivo, conduce all’inizio ufficiale della salita vera e propria.

Uno dei tornanti conclusivi dell’ascesa francese affrontata 34 volte dal Tour de France

In questa prima fase di 13,5 km si pedala in un tratto di fondovalle, senza grandi difficoltà e con un breve passaggio in galleria (consigliamo quindi il montaggio di una luce posteriore). Il primo chilometro di salita che conduce a Saint-Paul-sur-Ubaye è al 4,4%, superato il centro abitato le pendenze si fanno più sensibili: 6,5%, 7,4% e 6,5% sono le pendenze medie delle tre successive frazioni chilometriche.

La salita è priva di alberi quindi, vista l’esposizione a mezzogiorno, nei mesi estivi è consigliabile evitare le ore più calde del giorno.

In vetta al Col de Vars, a 2109 metri sul livello del mare

Nella mia scalata del 2007 non avuto di questi problemi visto che sono salito con una sottile “doccia scozzese”, ma con temperature decisamente in linea con la stagione.

Per chi ama i paesaggi alpini quest’ascesa è ottima visto che le pendenze non impossibili consentono di guardarsi intorno. Dopo 4 km dall’inizio ufficiale dell’ascesa si pedala per 500 metri in pianura, una breve tregua prima di affrontare il tratto più ostico: dopo mezzo chilometro all’8%, il quinto chilometro è al 10,2% e il sesto al 9,9%. A rendere più stimolante l’ascesa ci sono dei tornanti lunghi e ampi che “chiamano” un’ascesa en danseuse.

I tornanti finali hanno pendenze più dolci: il settimo chilometro è all’8,3%, l’ottavo all’8,6% e gli ultimi 500 metri all’8,2%.

Dopo lo scollinamento a quota 2109 metri si può tornare indietro o scendere a Guillestre, località dalla quale partono la salita di Risoul e quelle decisamente più impegnative dei colli de l’Izoard o de l’Agnel.

Foto | Pierluigi Mazzocco | Google Earth

Altimetria | Tour de France

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui “Ciclismo” e “L’Unità”. Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui “Storia del ciclismo” e “Grimpeur”.

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