Salite da scoprire: Pra Loup

Una salita poco conosciuta ma da non sottovalutare. Chiedere a Eddy Merckx…

Il 13 luglio 1975 è una di quelle date spartiacque nella storia del ciclismo, è il giorno di una detronizzazione tanto inattesa quanto repentina. Si chiude l’epoca che il sommo cronista Giampaolo Ormezzano ha definito merckxismo. Il Cannibale, che per quasi un decennio ha maramaldeggiato in lungo in largo vincendo 11 corse a tappe, 3 mondiali e decine di classiche, abdica su una salita tutto sommato abbordabile, quella di Pra Loup.

Alla vigilia del mio trittico su Allos, Champs e Cayolle ho deciso di salire fino a Pra Loup, salita che ha mi ha sempre incuriosito proprio per questo episodio capitale nella storia delle due ruote.

Parto da Jausiers verso le 16. È metà giugno ma fa molto caldo. Da Barcelonnette sono un paio di chilometri di pianura prima di arrivare al bivio in cui si deve scegliere fra la strada a sinistra che va al Col de la Cayolle e quella a destra che va al Col d’Allos. Il primo tratto di salita verso Pra Loup è condiviso con l’Allos: poco più di mezzo chilometro al 7,7%, poi la salita si ammorbidisce e procede per un chilometro al 6,2%. Ogni chilometro è scandito da una segnaletica che indica tre dati molto importanti per i ciclisti: il countdown dalla vetta, la quota altimetrica e la pendenza media del prossimo chilometro.

Un tornante a 4 km dalla vetta della salita di Pra Loup

Raggiunta quota 1254 dopo un chilometro e mezzo la salita entra nel suo tratto più impegnativo: prima un chilometro all’8,2% e poi un chilometro decisamente impegnativo al 10,1% di pendenza media. La strada è larghissima come capita spesso sui colli francesi.

Quando mancano un paio di chilometri alla meta si arriva in località Les Molanes. Due svizzeri che ho conosciuto salendo mi immortalano e io restituisco loro il favore: qui un arco celebra Bernard Thévenet ovvero “le tombeur du Cannibale”.  Già perché in quello storico 13 luglio 1975 fu proprio questo coriaceo francese a neutralizzare l’attacco in maglia gialla di Eddy Merckx e a superare il Cannibale infliggendogli quasi 2’ di distacco. Merckx che aveva attaccato nella discesa dell’Allos arrivando ai piedi della salita finale con 1’ di vantaggio sembrava aver chiuso definitivamente la partita e invece si vide sfilare la maglia gialla dal transalpino che, nella tappa successiva con arrivo a Serre Chevalier, rincarò la dose rifilando altri 2’22” ai suoi avversari e ipotecando la vittoria finale nella Grande Boucle.

L’arco che celebra “le tombeur du Cannibale”

Nel tratto di Les Molanes le pendenze diminuiscono – un chilometro al 7,5% – per farsi nuovamente consistenti nel chilometro che precede l’ingresso in paese, dove la pendenza media è del 9,6%. Giunti nell’abitato di Pra Loup ci sono ancora 400 metri al 5,5% prima di arrivare a quota 1630 metri.

Complessivamente si tratta di una salita di 6 chilometri con una pendenza media dell’8%. Insomma una salita breve ma di tutto rispetto.

Una volta giunti in vetta si torna in valle dalla stessa strada. La lunghezza dei tornanti, la pendenza importante di alcuni tratti e la strada larga consentono di raggiungere alte velocità: io che sono un discesista prudente ho toccato i 72,6 km/h!

 

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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