PyeongChang 2018: dietro le quinte di Eurosport Italia

Dietro le quinte di Eurosport Italia durante PyeongChang

È considerata l’Olimpiade più “immersiva” di sempre, con la sua programmazione “fully digital”, che permette di collegarsi in ogni momento e da ogni device che mamma tecnologia abbia creato, e seguire l’intera giornata olimpica per tutta durata dei Giochi, con particolare riguardo agli eroi italici. Dei 52 Paesi in cui Eurosport ha acquistato i diritti per la trasmissione di queste Olimpiadi, l’Italia è infatti uno dei sette che hanno fatto la scelta di “localizzare”. Tradotto: normalmente gli spettatori di Eurosport, dall’islandese al cipriota, vedono la stessa trasmissione, con l’unica differenza dell’audio che è ovviamente, nella lingua locale. Non è così per questi Giochi trasmessi da Eurosport Italia, fortemente “patrioti” che si avvalgono di un team in esclusiva di circa 80 professionisti, di cui 25 in Corea.

Questo significa, non solo un focus su Casa Italia con interviste, commenti, cronache e tutto un palinsesto “dedicato”, ma anche riprese ad hoc, più mirate agli sport che interessano maggiormente atleti e spettatori nostrani. Ne risulta una programmazione più emozionale, che ci avvicina alla Corea pur rimanendo comodamente seduti in salotto.

Chi abbia seguito questi Giochi da qualunque mezzo disponibile, avrà notato una perfezione che, in fondo, risulta naturale e scontata. Ma la gestione di un evento complesso come questo, dove l’imprevedibile è la regola e non l’eccezione, dall’incidente di un costume che si slaccia e fa intervenire la censura, al maltempo che porta a cancellare una gara creando un “buco” nella programmazione, richiede professionalità, velocità di pensiero e azione, oltre a sangue freddo quasi sovrumani.

Noi di Sport Folks, siamo andati a curiosare negli studi di Cologno Monzese dove tutto ciò nasce, per potervi raccontare con le parole e con le immagini, l’Olimpiade da dietro le quinte. Gli studi sono quelli di 3Zero2, la casa di produzione che supporta Eurosport Italia per la parte tecnica. Qui abbiamo potuto seguire, dalla regia e dallo studio, la fase di preparazione e la messa in onda in diretta del programma contenitore K-Night che al calar della notte su PyeongChang, traccia il bilancio della giornata olimpica appena conclusa.

Si lavora in regia a Eurosport
La sala regia di Eurosport Italia durante PyeongChang 2018

La regiaLa sala regia, creata apposta per questo evento, è strutturata ad hoc per poter seguire i programmi live H24, programmi che conseguentemente necessitano di tempi tecnici velocissimi con una fase di preparazione ridotta all’osso. Vi si trovano una prima linea live che segue la ripresa e la messa in onda, e una linea di supporto al live che monta praticamente in tempo reale tutti i contenuti che vengono trasmessi durante il live in studio: momenti delle gare di cui si parla, interviste, aneddoti: ognuno dei 25 collaboratori di stanza a PyeongChang fornisce contenuti ad ogni ora.

In onda
Il momento della messa in onda in regia

La stessa figura del regista, per poter ottimizzare i tempi, diventa bivalente: non si limita a chiamare le camere e dettare le inquadrature, ma opera personalmente anche dal mixer video, permettendo così un’esecuzione più veloce dell’evento live. In questa prima linea c’è sempre un giornalista in collegamento via auricolare con la regia, con chi si occupa delle macchine VS che forniscono i contenuti trasmessi nel corso del talk show, con la parte grafica, e comunica con gli stessi conduttori in studio. Questo permette di partire dalla scaletta con la linea editoriale facendo entrare le immagini e le grafiche giuste al momento giusto.

L’imprevedibile, si diceva… se nell’evento sportivo singolo è una probabilità nemmeno troppo remota, in una somma di singoli eventi come un’Olimpiade si eleva all’ennesima potenza. Basta che slitti una gara per far slittare tutto il palinsesto. In casi come questi, questa “macchina umana” deve essere estremamente reattiva per riprogrammare tutto senza che lo spettatore percepisca il minimo gap.

A Eurosport durante K-Night - PyeongChang 2018
Alessandro Acton, Katia Colturi e Max Ambesi durante K-Night
Lo studio di K-Night su Eurosport
Lo studio di K-Night su Eurosport

Eccoci al momento della messa in onda di K-Night: tutto è pronto. In studio, un altro staff tecnico costituito da video-operatori, tecnico luci, addetto alle grafiche, un giornalista di supporto, l’assistente in studio e un’addetta ai contenuti digital che manda in rete, in tempo reale, immagini e video più accattivanti.

Alessandro Acton, protagonista e conduttore, che avevamo incontrato poco fa in sala regia per gli ultimi accordi, è in scena con Katia Colturi e Max Ambesi, a raccontarci la giornata appena conclusa con due medaglie italiane. Non c’è stato l’oro, ma tutti sono carichi e l’entusiasmo è alle stelle. In studio si discute e si commenta, dalla Corea vanno in onda le interviste alle protagoniste della giornata, e la trasmissione si conclude nel migliore dei modi e senza intoppi.

Visto dall’altra parte dello schermo ci era sempre sembrato facile. Visto da questa parte invece non possiamo non dire “Chapeau!”.

Leggi anche l’intervista a uno dei conduttori delle trasmissioni dedicate a PyeongChang 2018, la campionessa di fioretto Elisa Di Francisca

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Ex istruttrice di nuoto, appassionata di yoga nonostante uno spirito pragmatico e contadino. Amo lo sport non agonistico da quando l'agonismo ha battuto l'etica ai rigori. Sono attiva sui seguenti social network: Campariorangecongliamici e Pizza&chiacchiere.
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