Salite da scoprire: Prarotto

Salita Prarotto Condove

Lunga e ricca di tornanti la salita valsusina è un’ascesa percorribile da marzo a ottobre

Quando le temperature scendono, ma si vuole continuare a pedalare in salita bisogna cercare ascese di bassa quota oppure orientarsi su mete che diano la possibilità di raggiungere un’alta quota senza per questo costringere i ciclisti a patire il freddo. Fra queste ascese c’è, senza dubbio, una delle più belle scoperte che ho fatto negli ultimi anni vale a dire la salita di Prarotto.

Come tutte le salite situate sui rilievi settentrionali della Valsusa, l’ascesa di Prarotto gode di un’ottima esposizione che la rende percorribile, almeno fino a Frassinere (località situata all’undicesimo chilometro di salita) per otto mesi l’anno, da marzo a ottobre.

Dalla fontana situata di fronte al municipio di Condove (382 m) sino alla Cappella della Madonna della Neve di Prarotto (1431 m) si pedala per 15,85 km con un dislivello complessivo di 1049 metri e una pendenza media del 6,6%.

L’amico Roberto all’uscita del tornante di Mocchie. Qui mancano meno di dieci chilometri alla fine della salita

La salita può essere divisa in tre parti: da Condove a Mocchie (6,5 km) è un’ascesa ricca di tornanti ed esposta al sole con pendenze piuttosto regolari che non superano mai il 7%, da Mocchie a Frassinere (4 km)  le pendenze si attenuano con un tratto pianeggiante di un paio di chilometri che permette di rifiatare prima del tratto conclusivo di poco più di cinque chilometri nel quale le pendenze sono superiori al 7%.

Come detto in precedenza, la partenza ideale è dalla fontana prospiciente il municipio di Condove. Visto che la salita durerà fra i 70 e i 140 minuti a seconda di quello che è il vostro grado di allenamento consigliamo di fare qui il pieno alla borraccia.

Dal municipio si segue il cartello per Mocchie e si inizia a salire con una pendenza media del 6,4% nei primi due chilometri, una del 6,5% nei successivi due e del 7% nel quinto e sesto chilometro. L’ascesa è piuttosto regolare, ogni tanto i tornanti invitano il ciclista ad alzarsi en danseuse, ma l’ascesa è di quelle adatte anche ai passisti scalatori. Raggiunta quota 800 metri ci si lascia alle spalle la frazione di Mocchie.

La frazione del settimo ed ottavo chilometro ha una pendenza media del 5,8%. Qui tratti esposti al sole si alternano a sempre più frequenti zone d’ombra. Dopo otto chilometri, raggiunti gli 890 metri, inizia una fase pianeggiante di un paio di chilometri che si conclude con un tratto di 900 metri all’8,3% fino a Frassinere.

Qui, dopo avere percorso 10,5 km ed essere saliti fino a 984 metri, si può anche decidere di girare la bicicletta. Specialmente nei mesi più freddi dell’anno è consigliabile proseguire con un abbigliamento consono alle basse temperature, visto che i successivi 5,35 km sono quasi sempre all’ombra.

Dopo Frassinere si entra in un tratto di bosco dove per quattro chilometri la pendenza media è del 7,2%. Superata località Molette, la salita raggiunge il suo picco massimo di pendenza, con un breve tratto al 14%. In quest’ultima fase non ci sono tornanti, ma lunghi rettilinei ombreggiati che nella stagione estiva consentono di rimanere al fresco.

Gli ultimi due chilometri non concedono alcuna tregua: la pendenza media è del 9%, con lunghi tratti al 10%.

Arrivati in cima, se si vuole godere dello splendido panorama sulla Valsusa, bisogna salire a piedi fino alla chiesetta della Madonna della Neve. Sono solo pochi metri, ma nelle giornate di sole ne vale veramente la pena.

Il mio arrivo ai 1431 metri di Prarotto

A chi si vuole rifocillare consigliamo il Ristorante Amici della Montagna (situato a 200 metri dalla vetta) l’Osteria di Frassinere (accanto alla quale trovate una fontana) oppure Nostus (a pochi metri dal Municipio di Condove). Dopo una salita del genere ci si può concedere qualche prelibatezza e in questi tre posti c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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