Pian del Lupo: il test sulla salita inedita del Giro d’Italia 2019

L’inedita ascesa canavesana farà da preludio alla lunga salita verso il Lago Serrù di Ceresole Reale. L’abbiamo provata in anteprima

Mancano due mesi all’inizio del Giro d’Italia e noi di Sport Folks siamo andati a provare la salita di Pian del Lupo che verrà affrontata nella tredicesima tappa in programma venerdì 24 maggio. Si tratta di un’ascesa inedita per la Corsa rosa, ma con caratteristiche tecniche molto interessanti e pendenze che potrebbero fare da trampolino per gli attaccanti di giornata e rimanere nelle gambe dei ciclisti quando pedaleranno verso il Lago Serrù, sulle pendici del Colle del Nivolet.

La tredicesima frazione del Giro d’Italia prenderà le mosse da Pinerolo e, dopo avere affrontato la Colletta di Cumiana e il Colle del Lys (dal versante opposto a quello affrontato al Giro 2018), raggiungerà il Canavese, la zona che ha dato i natali a due plurivincitori del Giro come Giovanni Brunero (tre successi) e Franco Balmamion (due vittorie).

Lo spettacolare panorama dal santuario di Santa Elisabetta, a Colleretto Castelnuovo
Lo spettacolare panorama dal santuario di Santa Elisabetta, a Colleretto Castelnuovo

Raggiunta Cuorgnè (410 m) i corridori affronteranno 6 chilometri di salita pedalabile fino ai 590 metri di Colleretto Castelnuovo (To), la località nella quale gli organizzatori del Giro d’Italia hanno fissato l’inizio ufficiale della salita.

L'inizio ufficiale della salita a Colleretto Castelnuovo (To)
L’inizio ufficiale della salita a Colleretto Castelnuovo (To)

Subito dopo avere superato la scuola e il municipio del paese si raggiunge un bivio caratterizzato da un’antica fontana in pietra nella quale è consigliabile riempire la borraccia, considerato che nel prosieguo della salita non sono presenti altre fontane.

Imboccata la strada a sinistra e, dopo poche centinaia di metri, ancora la prima deviazione a sinistra (via P. e A. Gallo) si inizia a salire in un tratto di bosco molto fitto contraddistinto da pendenze consistenti e frequenti tornanti.

Abbiamo affrontato la scalata il 28 febbraio, con temperature da primavera inoltrata, in condizioni climatiche ideali per il ciclismo, ma decisamente preoccupanti dal punto di vista climatico.

Pian del Lupo: la salita ai raggi x

I primi 2,5 km del Gpm hanno una pendenza media del 7,8% e sono il preludio della parte più difficile dell’ascesa quella compresa fra i 2,5 e i 5 km. In questo segmento di 2500 metri la pendenza media è dell’11,2% con un picco del 14% che rappresenta la maggiore difficoltà della salita. La strada è stretta, i tornanti si susseguono in mezzo al bosco il fondo stradale è buono.

Santuario di Santa Elisabetta che domina la Valle Sacra
Il puntino bianco in cima alla montagna è il santuario di Santa Elisabetta che domina la Valle Sacra

Dal quinto chilometro di salita le pendenze si fanno leggermente più facili: i successivi 3,5 km hanno una pendenza media del 7,5%. Dopo 6,8 km di salita si raggiunge il Santuario di Santa Elisabetta (1211 metri), una chiesa risalente al Seicento dalla quale si può godere di uno straordinario colpo d’occhio sul Canavese, la pianura e le colline del Torinese.

Lasciato alle spalle il Santuario si affrontano 500 metri al 9,4%, seguiti da un altro mezzo chilometro al 4,8%. Dopo una svolta obbligata a sinistra in un bivio dove l’alternativa è una strada sterrata, si sale per qualche centinaio di metri prima di una breve discesa. L’ultimo sforzo è una rampa di 500 metri all’11,8%, mentre i 400 metri finali sono al 4,8%.

Complessivamente si tratta di una salita di 9,4 km con una pendenza media dell’8,7%.

Il cartello di Pian del Lupo è a quota 1400, appena 5 metri più in basso del punto, attualmente non asfaltato, in cui i ciclisti scollineranno il prossimo 24 maggio.

La prima volta del Giro in Valle Sacra

Se il Giro d’Italia passerà in Valle Sacra per la prima volta nella sua storia ultracentenaria molto lo si deve all’impegno dell’Unione Montana presieduta da Aldo Querio Gianetto, sindaco di Colleretto Castelnuovo: “Il passaggio a Pian del Lupo è stato reso possibile dall’arrivo a Ceresole Reale. Una volta arrivati a Cuorgnè i ‘girini’ avrebbero potuto risalire direttamente la valle verso il Lago Serrù, ma io sono riuscito a ottenere la variante della Valle Sacra. Il mio obiettivo è valorizzare il santuario di Santa Elisabetta, uno dei punti panoramici più belli dell’intero Piemonte”.

Uno dei tornanti che caratterizzano la parte più impegnativa della salita di Pian del Lupo
Uno dei tornanti che caratterizzano la parte più impegnativa della salita di Pian del Lupo
Fra Valle Sacra e Valli Orco e Soana
La strada asfaltata finisce a quota 1400 metri, ma prima del passaggio del Giro d’Italia verrà ultimata l’asfaltatura dei 450 metri mancanti che permetteranno l’unione fra Valle Sacra e Valli Orco e Soana

Dopo un inverno secco, caratterizzato da precipitazioni scarsissime, il sindaco Gianetto incrocia le dita affinché il meteo sia clemente nelle prossime dieci settimane, quelle in cui verranno effettuati i lavori di sistemazione della salita e della discesa: “Prima del passaggio del Giro d’Italia effettueremo l’asfaltatura dei 450 metri di strada sterrata che da maggio uniranno la Valle Sacra alle Valli Orco e Soana. Quella che era l’idea dell’ex presidente dell’Unione Montana Franco Casassa verrà portata a compimento: la Città Metropolitana di Torino si occuperà della bitumatura, mentre noi penseremo al taglio e alla messa in sicurezza della percorso”.

Gianetto è consapevole di come il Giro d’Italia sia uno straordinario veicolo promozionale, ma l’attesa del Giro lascerà un’eredità più durevole al territorio della Valle Sacra: “Con il lavoro di asfaltatura di Pian del Lupo ci sarà un giro circolare che attirerà i ciclisti. È risaputo che chi va in bicicletta o in moto ama maggiormente un giro circolare alla salita e discesa sullo stesso versante”.

Altimetria salite Pian Del Lupo - Giro d'Italia 2019

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".

Commenti

    Andrea Morgando
    27 aprile 2019 - 19:05

    Bel video e bella analisi!
    Ci siamo permessi di condividerli sulla pagina Facebook del Comune di Borgiallo.
    Se qualcuno vuole venire a trovarci stiamo preparando dei punti di osservazione sia all’inizio sia alla conclusione del GPM (https://www.facebook.com/giro.a.borgiallo/)

      Lucia Resta
      28 aprile 2019 - 23:06

      Grazie mille Andrea!

    Marco Busca
    5 maggio 2019 - 10:43

    Bella recensione, sicuramente salirò a fare un giro in bici da quelle parti.

      Lucia Resta
      5 maggio 2019 - 21:09

      Grazie mille Marco!

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