Salite da scoprire: Pian Benot

Pian Benot salita in bici

Dal ponte sulla Stura alla località sciistica della Valle di Viù una salita di 36 chilometri per i ciclisti che amano la montagna.

Il mio autunno è cominciato con una salita di 36 chilometri. Solitamente simili ascese le riservo per i mesi estivi, ma quest’anno, in virtù dell’ottima condizione fisica maturata grazie alla continuità dell’attività da gennaio a settembre, ho deciso di provare a scalare la salita di Pian Benot partendo da Torino.

Dopo avere consultato le previsioni meteo ed essermi attrezzato con tutto il necessario per una pedalata di oltre 6 ore, ho coperto la trentina di chilometri di falsopiano in ascesa che conduce a Lanzo. Da qui, raggiunta Germagnano e superato il ponte sulla Stura, ho iniziato a salire verso la località sciistica della Valle di Viù.

La fontana all’ingresso del Museo Alpino di Usseglio è l’ultimo punto acqua prima della salita finale verso Pian Benot

Il primo chilometro e mezzo che conduce fino alla frazione di Pian Bausano è al 5,9%, appena il tempo per prendere il ritmo della salita e inizia una fase di 3,5 km allo 0,3% di pendenza negativa. La discesa è larga e consente di fare una buona velocità fino al raggiungimento di un ponte dal quale la strada ricomincia a salire. Per 5,5 km si sale al 2% di pendenza media, poi, superato l’abitato di Fubina, un chilometro in discesa al 2% riporta a quota 670 metri. L’ultimo tratto di 1300 metri fino all’abitato di Viù ha una pendenza media dell’8%.

Il primo segmento di salita è finito e mi fermo alla fontana del paese per mangiare un panino e una banana. Manca ancora parecchio alla mia meta, ma, come accade tutte le volte che si approccia una salita mai fatta prima,  l’entusiasmo e la curiosità sono potenti integratori energetici.

Dopo Viù inizia una discesa di 1500 metri in cui si perdono 75 metri di quota. In frazione Fucine si riprende dunque a salire da 717 metri. I primi 14 km della salita sono alle spalle e di fronte ce ne sono altri 22 che si possono dividere in due parti: i 16 km che portano a Usseglio (1263 metri) e i restanti 6 km che portano ai 1622 metri di Pian Benot.

I 3,5 km che separano Fucine da Forno sono al 2,5% di pendenza media e si affrontano con il padellone. Le pendenze si accentuano fra Forno e Lemie con un 3,9% di pendenza media.

Dopo Lemie le pendenze si accentuano: i 5,3 km che conducono sino a Piazzette hanno una pendenza del 5,3% e, dopo la frazione di Saletta, sono caratterizzati da alcuni tornanti che rendono meno monotona l’ascesa.

A Piazzette (quota 1240 m) inizia un lungo tratto di altopiano che in tre chilometri conduce fino al centro abitato di Usseglio (1265 m). In questo tratto la valle si apre e nelle giornate di sole lo spettacolo è assicurato.

Nella mia ascesa sono stato molto fortunato, trovando temperature superiori ai 20° C anche in alta quota. A Usseglio ho approfittato della fontana posta all’ingresso del Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti per fare una seconda sosta e per riempire la borraccia miscelando all’acqua una busta di sali minerali. Cinque minuti di pausa e mi sono rimesso nuovamente in sella per affrontare l’ultimo tratto di salita.

All’uscita del paese la strada riprende a salire. I 1700 metri che conducono al bivio per Pian Benot hanno una pendenza del 4,5%, con un passaggio in galleria di un centinaio di metri.

La strada principale prosegue verso il Lago di Malciaussia con una salita decisamente impegnativa e rampe con pendenze del 15%.

Per chi sceglie di salire a Pian Benot, invece, il “menu” degli ultimi cinque chilometri prevede una pendenza media del 5,3%. Vediamolo nel dettaglio.

Un tratto in salita a due chilometri dalla meta

Si comincia con un primo chilometro al 3,7%; arrivati a Perinera inizia il chilometro più impegnativo dell’intera ascesa: 8,8% di pendenza media. Il secondo tornante è molto lungo e conduce in una parte piuttosto ombreggiata che può essere preziosa “alleata” durante le scalate estive.

Il terzo chilometro dell’ascesa finale è il segmento che contiene il terzo, il quarto e il quinto tornante ed ha una pendenza media del 5,3%. L’ascesa a mezzanotte consente di pedalare all’ombra anche nel quarto chilometro di ascesa, dove la pendenza media è del 6,5%.

L’ultimo chilometro è frazionabile in due parti: i primi 500 metri al 6% e l’ultimo mezzo chilometro in leggerissima discesa (0,1%). In vetta non ci sono fontane, ma c’è un bar per chi voglia bere o mangiare qualcosa.

I 36 chilometri dell’ascesa richiedono qualità di resistenza e attitudine alla salita, ma le pendenze sempre al di sotto del 9% consentono anche ai ciclisti meno abituati alle lunghe salite di poter salire senza troppi problemi. Una gita consigliatissima da maggio a ottobre. Ma attenzione: portatevi una giacca antipioggia perché lassù il tempo cambia in un attimo!

SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui “Ciclismo” e “L’Unità”. Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui “Storia del ciclismo” e “Grimpeur”.

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