Intervista a Fabio Aru: il 2018 è un sogno color arcobaleno

Il sardo dell’Uae Team Emirates ambisce a un ruolo da protagonista nelle grandi corse a tappe e al Mondiale di Innsbruck

La stagione di Fabio Aru inizia al caldo sole di Abu Dhabi e finirà con il Lombardia. Fra la stazione di partenza e quella di arrivo della stagione 2018 ci saranno tre grandi appuntamenti in cui il campione italiano in carica partirà puntando all’obiettivo massimo: il successo. Giro o Tour? Fra qualche giorno l’UAE Team Emirates renderà noto se il campione sardo tornerà al Giro oppure se, per il terzo anno consecutivo, darà l’assalto al Tour de France. Le uniche certezze riguardano la Vuelta e il Mondiale. Il successo nella Vuelta a Espana 2015 resta la vittoria più importante nel suo palmarès e la prossima edizione della corsa iberica sarà piena zeppa di salite, l’ideale per pensare al bis. Il Campionato mondiale su strada di Innsbruck, invece, è uno di quei treni che, per uno scalatore, passano solo due o tre volte in carriera. Il tracciato austriaco prevede un dislivello complessivo di 5000 metri e un muro di 2800 metri all’11,5% di pendenza media, con una punta massima del 25%.

È naturale che un corridore con le caratteristiche di Fabio Aru – campione italiano sull’impegnativo percorso di Ivrea e sesto nell’Olimpiade di Rio due anni fa – voglia giocarsi le proprie carte dividendo la leadership azzurra con Vincenzo Nibali, l’ex capitano che non nasconde di voler puntare con decisione all’iride.

L’unico dubbio resta, dunque, la scelta fra Giro e Tour. Aru non corre il Giro d’Italia da tre stagioni e potrebbe portare a termine la sua escalation dopo il terzo posto del 2014 e il secondo posto del 2015. Per quanto riguarda il Tour, dopo aver vestito la Maglia Gialla nello scorso mese di luglio, il sogno di trasformare il quinto posto del 2017 in un piazzamento più prestigioso resta più vivo che mai.

Ecco che cosa ha raccontato a Sport Folks…

Daniel Martin, Alexander Kristoff e Fabio Aru

Il debutto stagionale è imminente. Puoi raccontarci come sono trascorsi i mesi di novembre, dicembre e gennaio? Dove e come hai svolto la preparazione invernale?

“Posso dire di aver passato e di stare vivendo un buon inverno dove ho lavorato tanto e bene fin qui. Mi sono allenato a casa a Lugano, in Sicilia, dalla mia famiglia in Sardegna e con qualche puntatina in Piemonte. Proprio in questi giorni, invece, assieme ad alcuni compagni di squadra, stiamo svolgendo un ritiro di preparazione qui al Teide, Tenerife”.

Quali sono le attività complementari al ciclismo che consigli ai cicloamatori?

“Soprattutto nei mesi più freddi ci sono diverse attività che si possono fare per tenersi allenati tra cui nuoto, camminata veloce, trekking, ma anche mountain bike e ciclocross”.

Puoi descriverci il tuo programma di allenamento, dal lunedì alla domenica, nel periodo che precede una grande corsa a tappe?

“Posso dire che mi alleno 7 giorni su 7, solo ogni tanto faccio un giorno di riposo, tutto naturalmente in accordo e seguendo le indicazioni dei miei preparatori. Gli allenamenti possono essere molto diversi tra loro e variano da 2 a 6 ore”.

Puoi dirci quali sono le 5 salite sulle quali preferisci allenarti? C’è una salita sulla quale ti misuri per valutare la tua condizione?

“Sestriere, Moncenisio, Bisbino, Val di Rezzo e Monte Brè. A seconda del periodo dell’anno e del livello di allenamento, su alcune di queste misuro la mia condizione”.

Quanto sono importanti i dati (dal rapporto peso/potenza alla Vam) nella tua strategia di allenamento?

“Sono numerosi i dati importanti per il mio allenamento e naturalmente anche il rapporto peso/potenza è uno tra i dati più significativi ma non è l’unico”.

Giro o Tour, poi Vuelta e Mondiale sono i tre grandi obiettivi della tua stagione. Puoi spiegarci quali sono le caratteristiche che ti attraggono maggiormente in questi tre percorsi?

“Il Mondiale è uno tra i miei obiettivi di questo 2018. Non ho ancora fatto una ricognizione del percorso: è probabile che, compatibilmente con gli impegni agonistici, lo si vada a vedere con il commissario tecnico Cassani a metà aprile. Parteciperò alla Vuelta ma dobbiamo ancora capire con quali ambizioni o se lo farò per preparare al meglio il Mondiale. Mentre per il Giro non è ancora nulla di deciso: la squadra sta facendo le sue valutazione e presto sarà comunicata la scelta tra Giro e Tour”.

La vittoria nel campionato italiano ha dimostrato che non sei solo un corridore da corse a tappe, ma puoi dire la tua anche nelle gare in linea più impegnative. Che ruolo pensi di poter giocare a Innsbruck? Quali saranno, secondo te, gli uomini da battere?

“Fin dalle categorie giovanili, mi sono sempre piaciute anche le corse in linea. Da quando sono passato professionista il mio focus sono state le corse a tappe ma questo non esclude che, con la giusta preparazione, possa fare bene anche nelle corse di un giorno. Il Campionato Italiano e le Olimpiadi penso possano esserne la dimostrazione”.

Il tuo trasferimento e quelli di Martin e Kristoff hanno rafforzato l’UAE Team Emirates che può contare su un organico competitivo su tutti i terreni. Credi che questo aspetto ti sarà utile per avvicinarti alle grandi corse a tappe senza l’ansia di andare a caccia di risultati?

“Naturalmente correre per una squadra che ha nel suo organico numerosi campioni che ‘coprono’ un po’ tutto il calendario è un’ottima cosa in termini di tranquillità. I nuovi arrivati Martin e Kristoff sono due certezze ma non dimenticherei Ulissi e Rui Costa, né tutti i giovani che possono fare davvero molto bene”.

Parliamo di bicicletta. Come ti stai trovando con la Colnago? Quali modelli utilizzi e quali pensi siano i punti di forza della gamma in dotazione alla tua squadra?

“Mi trovo molto bene con la Colnago: devo dire che ho trovato, con mio grande piacere, un grandissimo affetto ed estrema professionalità da parte del signor Ernesto e di tutto il suo staff. Ho provato tutti i modelli e presto ne sarà presentato uno nuovo con il quale probabilmente correrò quest’anno”.

In pochi anni sei diventato uno dei corridori più amati del gruppo. Quanto è importante poter contare sui propri tifosi? C’è un luogo nel quale dai loro appuntamento per il 2018?

“I tifosi sono l’anima del ciclismo: è grazie al supporto dei tifosi se gli eventi più importanti esistono e non finirò mai di ringraziare i miei fan per come mi stanno vicini, sia nei momenti belli che in quelli meno felici. Mi dispiace che, a parte alle gare, non rimanga molto tempo per dedicarmi a loro ma se devo dare un appuntamento dico la mia pedalata, la PedalAru, che ogni anno il mio Fan Club organizza a fine stagione”.

Foto Ufficio stampa UAE Team Emirates

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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