Hawkers, gli occhiali dei campioni: ce li racconta il co-fondatore David Moreno

David Moreno Hawkers

David Moreno, co-fondatore e direttore artistico del marchio amato dai campioni sportivi, ci racconta la storia, gli atout e gli obiettivi di Hawkers.

Questa che raccontiamo è la trama di un film. Un film che ha per protagonisti quattro ragazzi, una buona dose di spirito imprenditoriale, una abbondante di intraprendenza, un pizzico (un bel pizzico) di fortuna e 300 euro. Location: web, Spagna, Stati Uniti.

È il 2011 quando quattro ragazzi di Alicante sviluppano una App per smartphone e social media che trova sul web un’accoglienza tiepida per non dire freddina. Come fare per continuare a finanziare l’impresa? Si “inventano” di investire i 300 euro di cui dispongono, in 27 paia di occhiali da sole di un marchio americano, da rivendere online. Il mercato questa volta risponde all’unanimità e da quel primo investimento, in una sola stagione, i pezzi venduti diventano 150.000, trasformando i nostri ragazzi in distributori europei del marchio. Da lì alla creazione di un proprio brand il passo è breve. È il 2013 e nasce il marchio Hawkers.

I fondatori di Hawkers Francisco Pérez Pablo Sánchez David Moreno
I fondatori di Hawkers Francisco Pérez, Pablo Sánchez e David Moreno

Arrivati a questo punto della storia cediamo la narrazione a David Moreno, co-fondatore e direttore creativo di Hawkers, a Milano in questi giorni per presentare le nuove collezioni. Simpatico e alla mano, ci racconta divertito il colpo di genio e di fortuna che da Alicante ha portato i quattro ragazzi alla collaborazione coi Los Angeles Lakers. E da lì al mondo intero. La fortuna, è noto, aiuta gli audaci.

“Stavamo facendo un road trip con degli amici negli Stati Uniti e una volta arrivati a Los Angeles volevamo vedere una partita dei Los Angles Lakers gratis. Avevamo una mentalità da hackers, ci piaceva molto piratare, ci piaceva ‘il gratis’. Così abbiamo avuto l’idea di scrivere a qualcuno che lavorasse per loro, fingendo di voler comprare la squadra, di voler investire soldi nella squadra. Pensavamo che non ci rispondessero e invece lo hanno fatto, chiedendoci se avremmo preferito parlare di affari nei loro uffici o durante una partita a cui ci avrebbero invitati. Naturalmente abbiamo scelto questa opzione! Eravamo in sei, e stavamo lì come bambini, godendoci la partita, mentre questi signori incravattati erano venuti per parlare di affari. Noi eravamo proprio all’inizio e la pubblicità era molto cara, non potevamo permettercela. Però abbiamo anche visto che la rete dei social media era alla nostra portata. Visto che si potevano fare sponsorizzazioni per Facebook e Instagram a buon mercato, per noi era perfetto perché il nostro business si muove proprio in quest’ambito. Così, per trenta giorni di seguito, abbiamo investito sui social, dove usciva Hawker sponsorizza l’inizio di stagione dei Los Angeles Lakers. Il nostro nome compariva in tutti i siti, in tutto il mondo. Questo ci ha dato una grande visibilità. Abbiamo fatto gli occhiali ufficiali della squadra, che si vendono solo nei negozi dei Los Angeles Lakers. Non si trattava della solita campagna di merchandising ma di qualcosa che puntava sulla qualità del prodotto”

Occhiali Hawkers di Luis Suarez
Il calciatore Luis Suárez ha una sua collezione con Hawkers

Come continua la storia verso il vostro successo?
“Da lì, poiché eravamo molto portati per le PR, abbiamo conosciuto tante persone a cui raccontavamo la nostra storia: dicevamo che eravamo quattro ragazzi, che avevamo iniziato questa impresa. Tramite loro siamo entrati in contatto con campioni di football, di basket, che ci chiedevano gli occhiali. Glieli regalavamo e loro li indossavano senza chiedere niente in cambio. Testimonials involontari

Avete in programma altre collaborazioni di questo tipo? Magari con altre squadre di sport?
“Sì, ma ancora non se ne può parlare. Posso anticiparti solo che stiamo per collaborare con un ‘numero uno’ a livello mondiale”

Gli occhiali Hawkers sono amatissimi dagli sportivi, anche perché tra coloro che li indossano troviamo nomi come Kobe Bryant, Felipe Massa, Neymar, Jorge Lorenzo, giusto per fare qualche nome. È stato un vostro obiettivo fin dall’inizio quello di puntare a un target sportivo?
“Sì, siamo partiti con la Moto GP, ma come hai ricordato abbiamo campioni di calcio, di Formula 1 di basket che indossano i nostri occhiali. Per noi il mondo sportivo è sempre stato uno dei target più importanti

Crew di Hawkers
La crew di Hawkers al completo

Tra gli sportivi italiani c’è qualcuno che vi appassiona particolarmente?
“A noi piace molto il motociclismo e ovviamente Valentino Rossi. È un dio”

Occhiali HawkersQuali sono le caratteristiche che differenziano il vostro brand dagli altri brand di occhiali?
“La cosa più importante per noi è la qualità. In particolare la qualità dei materiali che utilizziamo deve essere la migliore, mantenendo un prezzo basso. Miglioriamo in continuazione l’aspetto qualitativo però non alziamo i prezzi che rimangono circoscritti tra i 20 e i 40 euro. Cerchiamo un buon compromesso nella scelta dei materiali che devono essere leggeri, comodi perché la vita sportiva lo richiede, ipoallergenici per non rovininare la pelle, soprattutto il ‘nose pad’. In cosa siamo diversi? Per tanto tempo il mercato ha visto contrapporsi da una parte i marchi del lusso, dall’altra gli occhiali da due soldi che trovavi in spiaggia. C’era un gap qualitativo enorme. Il nostro obiettivo è stato quello di creare occhiali che ti facessero sentire orgoglioso di indossarli, anziché vergognarsi nel dire’Li ho comprati in spiaggia’. Ma anche che non costassero i 300 euro di un marchio di lusso. Abbiamo pensato che se ci fosse stata una terza opzione, più economica, che rappresentasse un compromesso tra il prezzo e la qualità (niente a che vedere col fast fashion che di qualità non è), la gente lo avrebbe apprezzato.  Chi compra Hawkers è un target di persone interessate al concetto di smart, value, fashion

Per realizzare le vostre collezioni da cosa prendete ispirazione?
“Abbiamo un ufficio a Los Angeles, e anche una casa, dove passiamo molto tempo, perché pensiamo che quello sia il posto dove si trovano tutti gli influencer, tutti quelli che sono qualcuno nel mondo della moda e di internet. I nomi di alcune nostre collezioni fanno riferimento proprio a Los Angeles: abbiamo Hills (da Beverly Hills), un’altra si chiama Fairfax dal nome della via più famosa dello shopping a LA; alcune hanno nomi delle squadre sportive di Los Angeles come Warwick… Altra fonte di ispirazione per noi sono i grandi designer della storia. Per creare il lusso accessibile ci ispiriamo ai grandi. Abbiamo collezioni ‘capsule’ dedicate ad artisti che amiamo. Ad esempio Basquiat”

Immagino quindi che vi ispiriate anche a Andy Warhol…
Andy Warhol l’amiamo. Aveva realizzato uno spazio, The Factory, dove creava le sue serigrafie. Non era solo il suo studio, ma il posto in cui si riunivano tutti gli artisti di New York, pittori, cantanti, registi, poeti che condividevano esperienze, giravano video. Noi abbiamo un posto a Beverly Hills, te lo faccio vedere… (Wow! ndr) che è la nostra Factory perché tutti gli influencer, i cantanti, gli youtubers vanno lì, e molti vivono lì. Vanno in questo posto, girano video, si relazionano tra loro, ogni sera c’è una festa. Passare lì le giornate è come quando da bambino vai al parco perché sai che ci troverai i tuoi amici. È come una grande famiglia. La nostra ispirazione nel far questo è stato proprio Andy Warhol”

Mentre ci salutiamo scopriamo che Valentino Rossi non è l’unico simbolo dell’Italia che piace a David:

“Da gennaio a marzo di solito vado in Australia. A Melbourne c’è un intero quartiere italiano. Sono molto, molto grato agli italiani per permettermi di trovare un  caffè degno di questo nome…”

Occhiali Hawkers 2017
Nella foto i modelli Black-Dark Warwick X, Hawkers x Luis Suárez · 9 One e Gold Yellow LAX
Quest’anno Hawkers lancia la collezione Sport con modelli ad hoc per Sci e Ciclismo
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Ex istruttrice di nuoto, appassionata di yoga nonostante uno spirito pragmatico e contadino. Amo lo sport non agonistico da quando l'agonismo ha battuto l'etica ai rigori. Sono attiva sui seguenti social network: Campariorangecongliamici e Pizza&chiacchiere.
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