Giocatore di pallanuoto non vaccinato: stop attività sportiva
Il dibattito sui vaccini si sposta anche nello sport: come riporta il ‘Messaggero Veneto’, infatti, un giovane giocatore di pallanuoto non ha ottenuto l’idoneità all’attività agonistica perché non si era sottoposto ad alcun tipo di vaccino, antitetanica compresa. Il giocatore è tesserato con una società di Cividale del Friuli (Udine), ma non potrà prendere parte ad attività agonistiche fino a quando non si metterà in pari con le vaccinazioni.
A prendere la decisione è stato il responsabile della medicina sportiva, che si è rifatto alla legge nazionale numero 292 del 1963. La famiglia del giovane ha ora 30 giorni di tempo per presentare ricorso presso la Commissione regionale costituita alla Direzione Centrale Salute e Protezione sociale di Trieste. La scoperta di mancanza di copertura vaccinale è stata effettuata proprio in sede di visita medico-sportiva per attività agonistica. La richiesta di idoneità presentata regolarmente dal giovane per poter prendere parte alle gare con la sua squadra è stata anche esaminata dal Centro per la lotta contro le malattie cardiovascolari dell’Azienda per i servizi sanitari 4.

Si tratta di una decisione che potrebbe rappresentare un precedente pesantissimo nel caso in cui altri atleti, magari di discipline differenti, dovessero trovarsi nella stessa situazione del giovane giocatore di pallanuoto. Il dibattito è aperto e continua ad essere assai caldo per la precisione dallo scorso 28 luglio, da quando è stato approvato il cosiddetto “decreto vaccini”, con il quale è stato reintrodotto l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne. Il dl voluto fortemente dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, prevede anche sanzioni economiche per i genitori che dal 1° settembre del 2017 hanno iscritto i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo, ossia dalla primaria in poi.
Gli antivax si sono letteralmente scatenati, con tanto di ricorsi puntualmente respinti in seguito ad esclusioni dalle scuole di bambini non vaccinati per decisione di alcuni presidi di istituti scolastici. Il caso potrebbe ora estendersi allo sport, perché se è vero che la medicina sportiva di Udine ha fermato un giocatore di pallanuoto rifacendosi alla legge numero 292 del 1963 (“Vaccinazione antitetanica obbligatoria”), c’è da chiedersi quanti siano effettivamente gli atleti che nelle altre parti d’Italia vengano fermati per lo stesso motivo.












