Giocare a calcio rende le donne più forti, non solo fisicamente

calcio donne

Lo sbarco della Juventus nel calcio femminile ha dato inevitabilmente un impulso importante a tutto il movimento nazionale. È innegabile, infatti, che quando un marchio così importante decide di mettersi in gioco in un settore fin qui off limits, vuol dire che qualcosa stia cambiando. Attenzione, una Juventus di calcio femminile c’è già stata, ma nulla aveva a che fare con il club maschile, uno dei più blasonati al mondo. Dopo averci pensato su per qualche tempo, è stato il dg Beppe Marotta ad annunciare qualche mese fa l’inizio di una nuova avventura femminile per quella che è soprannominata la ‘Vecchia Signora’.

Il movimento calcistico nazionale, dunque, si arricchisce con un tassello che inevitabilmente aumenterà la visibilità a livello internazionale. Del resto, anche le istituzioni sportive hanno deciso di puntare molto sul calcio femminile, uno sport che spesso viene sottovalutato dal gentil sesso. Oltre a non essere solo una disciplina per “maschiacci”, il calcio porta benefici sia a livello fisico e mentale delle donne. È quanto merge da uno studio condotto dall’Uefa nel mese di maggio scorso su un campione di 4000 ragazze. Ebbene, l’indagine condotta in Danimarca, Inghilterra, Germania, Spagna, Polonia e Turchia, ha confermato che le donne che giocano a calcio hanno un livello di autostima più alto, rispetto a quello che possono avere praticando altri sport.

Lo studio condotto dal ‘governo” del calcio europeo ha preso in considerazione le conseguenze che ha il calcio in termini di fiducia in sé stessi, autostima, benessere, senso di solidarietà, competenze in generale. Al termine, i dati sono stati confrontati con quelli di altri sport popolari tra le donne. Nadine Kessler, consulente Uefa per il calcio femminile, ha riassunto così i risultati ottenuti dall’indagine:

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“Questo studio dimostra che le ragazze che giocano a calcio hanno una maggiore fiducia in sé stesse rispetto a quelle che non lo praticano. Sulla base della mia esperienza – prosegue – , non bastano le parole per sottolineare l’importanza del calcio nel periodo dello sviluppo. Sono certa che saremo in grado di cambiarne la percezione e renderlo interessante per tutte le ragazze. Se ci riusciremo saremo sulla strada giusta per rendere il calcio lo sport numero uno per tutte le ragazze d’Europa”.

Un calcio alla timidezza

Dallo studio condotto dall’Uefa, emerge tra le altre cose che qualunque sia la loro nazionalità, le ragazze che giocano a calcio sono meno timide e più sicure delle ragazze che praticano altri sport. L’80% delle ragazze adolescenti, infatti, giocando a calcio ha mostrato comportamenti più sicuri, contro il 74% delle adolescenti di altri sport. Inoltre, il 54% delle giovani calciatrici interpellate (contro il 41% degli altri sport) concorda con la seguente affermazione: “Mi preoccupo di meno di quello che gli altri pensano di me se gioco a calcio”. E ancora, il 58% del campione tra i 13 e i 17 anni ha affermato di aver superato mancanza di fiducia in sé stesse giocando a pallone, contro il trend del 51% degli altri sport.

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Giornalista e istruttore tecnico di scuola calcio, scrivo e studio sport praticamente 24 ore al giorno guidato da un irrefrenabile ottimismo nei confronti delle nuove generazioni.
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