Fare sport con la mascherina? I chiarimenti del medico dello sport

Fare sport con la mascherina consigli medico dello sport

L’uso della mascherina è stato reso obbligatorio anche all’aperto, tuttavia per chi fa sport l’obbligo non c’è. A qualcuno potrebbe anche venire in mente di usare questo dispositivo mentre si allena, soprattutto se lo fa in un luogo molto frequentato. Abbiamo chiesto qualche chiarimento al dottor Raffaele Canonico, medico dello Sport di MioDottore, che riceve a Napoli.

È vero che fare sport con la mascherina può fare male?
“Sicuramente non aiuta gli scambi gassosi e andando poi ad allenarsi a ritmi e intensità più elevate potrebbe comunque creare delle problematiche dovute al ridotto ricambio di ossigeno”

Come si può fare sport ai tempi del Covid? Quali precauzioni bisogna prendere se ci si allena in palestra?

Senza dubbio fare sport inteso come attività fisica e wellness, cioè 3-4 volte a settimana con intensità correlate allo stato di fitness del soggetto, addirittura va a migliorare la funzionalità e l’attività del sistema immunitario come dimostrato da molti lavori scientifici. Le precauzioni da prendere in palestra sono sicuramente quelle dell’igienizzazione continua delle mani e degli strumenti e/o attrezzi da utilizzare, distanziamento, utilizzo della mascherina tra un attrezzo e l’altro e uso degli spogliatoi ridotto al minimo indispensabile, perché spesso tali spazi non hanno un buon ricambio di aria e c’è spesso accumulo di vapore acqueo. L’utilizzo di guanti per gli attrezzi non è di secondaria importanza”

Sport con la mascherina all’aperto? No, l’importante è il distanziamento!

Se ci si allena all’aperto, considerato che il respiro di chi fa sport, soprattutto quando corre, è più intenso di una respirazione a riposo, quanta distanza bisogna mantenere da chi sta correndo in un luogo pubblico?
“All’aperto diventa importante aumentare il distanziamento qualora la respirazione dovesse diventare più intensa a causa di uno sforzo sempre maggiore. Passiamo dal classico metro fino a 5 metri per la corsa su strada fino ai 15-20 mt per l’allenamento in bici. Nella mia esperienza di responsabile sanitario di un top club di calcio professionistico ho vissuto tutta la fase di ripresa dell’attività sportiva post lockdown passando da allenamenti individuali distanziati con e senza palla ad allenamenti a piccoli gruppetti (4-5 persone), ad allenamenti con gruppi più grandi (10-12 persone), fino ad allenamenti di squadra. Per il primo mese e mezzo non abbiamo utilizzato spogliatoi, mensa e luoghi comuni nonostante fossimo un gruppo sottoposto a tamponi ogni quattro giorni e test sierologico ogni 15”

Sport acquatici e di contatto ai tempi del coronavirus

Dottor Raffaele Canonico - Medico dello Sport
Il Dottor Raffaele Canonico, medico dello sport

Chi fa sport acquatici, invece, deve prendere precauzioni diverse?
“Soprattutto in piscina suggerisco attenzione nei casi in cui più persone nuotano nella stessa corsia e quindi potrebbero incrociarsi, soprattutto a bordo vasca. Eviterei sicuramente di far fuoriuscire acqua dalla bocca soprattutto se si è a poca distanza da un altro soggetto. L’ideale sarebbe avere massimo 3-4 persone per corsia. Anche in questo mi soffermerei il meno possibile negli spogliatoi”

E per quanto riguarda gli sport di contatto, come le arti marziali, come si può fare?
“Sicuramente igienizzare le superfici, i tatami e le mani, trovare ambienti con un buon ricambio di aria e farei combattere gli atleti sempre con uno stesso avversario in modo tale da ridurre al minimo scambi di persone nei combattimenti”

Conviene o no far cominciare uno sport a un bambino in questo periodo? Meglio aspettare il vaccino?
“È fondamentale che comincino soprattutto dopo questo periodo di lunga inattività. Sarebbe preferibile scegliere sport all’aria aperta o in luoghi ampi con grossi ricambi di aria e cercare di ridurre al minimo i contatti fisici e anche in questi casi, considerando che spesso sono accompagnati dai genitori, ridurrei o eviterei l’utilizzo degli spogliatoi. Altra cosa importante: avere sempre borraccia e asciugamano personali”.

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni. Ho scritto il libro "Le ragazze che fecero l'impresa - La generazione d'oro del tennis italiano" per Ultra Sport.
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