Diego Maradona, il talento e gli eccessi del Pibe de Oro nel doc di Kapadia

Documentario Diego Maradona

“Quando entro in campo, la vita scompare, non ho più problemi”, è Diego Armando Maradona stesso a pronunciare questa frase all’inizio e alla fine del documentario Diego Maradona di Asif Kapadia che ce lo riporta con tutti i suoi gol, i suoi eccessi e la sua umanità. Dopo il passaggio in Concorso all’ultimo Festival di Cannes, sarà in sala il 23, 24 e il 25 settembre, distribuito da Nexo Digital e Leone Group.

Dopo aver narrato Ayrton Senna in Senna e Amy Winehouse in Amy, il regista inglese si è concentrato sulla vita e gli eccessi di Diego Armando Maradona, l’argentino che è considerato da molti il miglior calciatore vivente. Dall’infanzia a Villa Fiorito alle collusioni con la camorra, dai gesti atletici fuori dal comune passando per le sue trappole e i troppi eccessi. Come sottolinea il suo fido preparatore atletico, Fernando Signorini: “Con Diego io andrei in capo al mondo, con Maradona non muovo un piede”.

Sono queste le due nature che coesistono nel numero 10 argentino e Diego non sarebbe nessuno senza Maradona e Maradona non potrebbe esistere senza l’animo di Diego. C’è il ragazzo di 15 anni che compra una casa enorme alla sua famiglia con i primi soldi dell’ingaggio degli Argentinos Junior che si prenderà carico di tutta la sua famiglia per sempre. C’è anche il campione degli eccessi, la dipendenza dalla droga, le risse, le serate in discoteca, con prostitute o seduto a cena con le famiglie camorristiche di Forcella.

“Il calcio è un’unione di inganno e genio” come si ripete nel film e come si vede nella finale e nei due gol che forse definiscono al meglio il campione argentino: le due reti segnate alla Gran Bretagna nel mondiale messicano del 1986. Il primo frutto della “mano de Dios” e il secondo, il Gol del Secolo, il più bello mai segnato bevendosi la difesa dei Rossi.

Asif Kapadia, come anche per Senna, usa le moltissime ore di repertorio egregiamente e lascia parlare Diego Maradona e molti altri ex-calciatori o servizi televisivi per restituirci le gesta del numero 10. Come lo stesso regista ha sottolineato Diego Maradona termina una trilogia dedicata ai bambini prodigio e alla fama. E come negli altri due casi, Kapadia non descrive Maradona come una personalità piatta, ma ce lo mostra con tutte le sfaccettature.

“La rabbia, la protesta e le avversità sono il suo combustibile” spiega Daniel Arcucci, uno dei giornalisti intervistati. La rissa del 1984 durante Barcellona – Athletic Bilbao e l’arrivo trionfale a Napoli, ma non dimentica di raccontare anche la caduta dell’eroe. Dopo l’infausta decisione di chiedere al San Paolo di tifare Argentina nella semifinale di Italia 90 e la conseguente vittoria dell’Albiceleste qualcosa si rompe e l’idillio fra Napoli, l’Italia e Diego fa parte del passato. È lui stesso a raccontarlo: “Quando sono arrivato a Napoli, c’erano 80mila persone, me ne sono andato da solo”. Alla solitudine del campione, alle dualità di pubblico e privato è dedicato Diego Maradona, il documentario sul calciatore che volle diventare Dio.

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Giornalista professionista e grande appassionata di cinema e serie tv. Scrive per diverse testate nel web.
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