Le salite del Giro d’Italia 2018: Colle delle Finestre

Colle delle Finestre al Giro d'Italia 2018

24La salita valsusina verrà affrontata per la quarta volta nella diciannovesima tappa del Giro 2018

Scoperta relativamente recente del Giro d’Italia, il Colle delle Finestre è diventato un luogo totemico del ciclismo del terzo millennio per la durezza dei suoi 18 chilometri e mezzo di ascesa e per gli 8 chilometri conclusivi di sterrato che riportano lo sport del pedale indietro fino agli anni Quaranta e Cinquanta.

Il “battesimo” del 2005 fu una straordinaria giornata di ciclismo con un Gilberto Simoni all’attacco e un Paolo Savoldelli in difesa e Danilo Di Luca (primo sul colle) e Josè Rujano (primo sul traguardo di Sestriere) a sparigliare le carte in una classifica corta e ancora apertissima. Ebbe la meglio il Falco bergamasco grazie a una discesa delle sue e alle alleanze raccolte per strada. I crampi negarono a “Gibo” il tris e il giorno dopo fu Savoldelli a festeggiare la maglia rosa a Milano. All’epoca ero stato inviato dalla rivista Ciclismo e mi ricordo ancora le facce stravolte al traguardo di Sestriere. Fu davvero una tappa epica, una delle più belle che mi sia capitato di seguire dal vivo.

Nelle altre due occasioni – il Giro del 2011 e quello del 2015 – l’ascesa al Colle delle Finestre ha posto il sigillo sui successi di Alberto Contador con le vittorie di tappa di Vasil Kiryenka e di Fabio Aru.

Nel 2018 il Colle delle Finestre sarà la prima salita di un trittico alpino che prevede l’ascesa al Colle del Sestriere e, dopo la discesa verso Oulx e il passaggio a Bardonecchia, la conclusione sullo Jafferau. Un menu che potrebbe risultare indigesto ai ciclisti ancora in lizza per il successo nella Corsa rosa.

Uno dei 28 tornanti che caratterizzano la prima metà della salita al Colle delle Finestre

Per i tifosi il passaggio sul Colle delle Finestre è l’occasione propizia per “fare gli indiani” su una salita che consente un’ottima visibilità, specialmente nella parte conclusiva quando le conifere si diradano e lo sterrato si snoda sui prati d’alta quota.

La preparazione dello sterrato per il passaggio del Giro d’Italia facilita la scalata anche per i cicloamatori ed è quindi un’occasione imperdibile per mettersi alla prova su una delle salite più impegnative mai affrontate dai girini.

Nel 2007 ho preso parte alla Kappa Marathon che prevedeva nel proprio percorso corto la scalata al Colle delle Finestre e quella al Colle del Sestiere. A dieci anni di distanza ciò che ricordo in maniera più nitida di quell’ascesa è la regolarità della salita: in 18,5 km si supera un dislivello di 1694 metri con una pendenza media del 9,2%.

Un dato evidenzia l’estrema regolarità con la quale si ottiene questa media: se dividiamo l’ascesa in 37 frazioni di 500 metri solamente tre di queste non hanno una pendenza media compresa fra l’8% e il 10%. Ciò è dovuto all’origine militare della strada edificata nel XVIII secolo all’interno di un complesso sistema difensivo del Ducato di Savoia.

La salita inizia a Susa, a quota 484 metri, quando dalla SS24 si svolta imboccando la SP172. Dopo un primo chilometro al 7,3% di pendenza media, si affrontano i 500 metri con la maggiore pendenza dell’ascesa: una media dell’11,6% e una punta del 14% nel tratto del sottopassaggio ferroviario.

In località Colletto inizia la parte sterrata dell’ascesa al Colle delle Finestre

Raggiunta Meana di Susa dopo 2,35 km, si prosegue fino al bivio di Traverse: qui un cartello segna l’inziio della salita vera e propria al Colle delle Finestre. Si entra in una zona di fitto bosco caratterizzata da 28 tornanti in rapida successione . Si tratta della parte più bella del segmento asfaltato di 8,3 km al 9,3% di pendenza media che da Meana di Susa conduce sino alla località del Colletto.

Qui, dopo 10,65 km di asfalto inizia la parte sterrata della salita. Sui 7,85 km del segmento sterrato occorre fare una precisazione: il fondo stradale viene battuto e preparato in occasione del Giro d’Italia quindi è questa l’occasione migliore per affrontare la scalata fino in cima. Nei giorni precedenti il passaggio dei corridori e nelle settimane successive si può beneficiare dello sterrato preparato per il passaggio dei professionisti. Col passare del tempo il fondo verrà deteriorato dal passaggio delle moro e dei quad che salgono in quota per affrontare il tour dell’Assietta.

Resta inteso che, nel periodo giugno settembre, la scalata è fattibile per chiunque disponga di una gravel o di una mountain bike.

La parte conclusiva della salita attraversa pascoli e piccoli boschi di larici. Superati i 1600 metri il panorama si fa davvero suggestivo, con l’inconfondibile sagoma del Rocciamelone e delle altre vette valsusine.

Nel tratto sterrato le pendenze sono ancora più regolari che in quello asfaltato, essendo comprese fra l’8% e il 10%. Gli ultimi tre tornanti che conducono a quota 2178 metri sono caratterizzati da pietraie e rododendri.

In cima un monumento ricorda il passaggio in vetta di Danilo Di Luca nel Giro d’Italia 2005.

Per quanto riguarda la discesa si può girare la bici e tornare indietro oppure scendere in Val Chisone con due possibilità: tornare a Susa passando dal Colle del Sestriere oppure scendere a Pinerolo e poi risalire la Valsusa fino al punto di partenza.

Una suggestiva veduta della salita su uno degli ultimi tornanti prima dello scollinamento ai 2178 metri del Colle delle Finestre

Per quanto riguarda la preparazione delle bicicletta da strada conviene tenere gli pneumatici 0.5 o 1 bar in meno della pressione abituale, per affrontare in maniera più confortevole la parte sterrata. Altro particolare da non trascurare: dopo Meana di Susa esiste una fontana in località Coletto (sulla destra 50 metri prima dell’inizio dello sterrato), ma non ci sono bar se si vuole prendere del cibo o qualcosa di caldo.

Il tappone Venaria Reale-Bardonecchia (Jafferau) si disputerà venerdì 25 maggio 2018

A chi volesse assistere alla corsa dal vivo, ma senza bicicletta, consigliamo di prendere uno dei treni che con cadenza oraria partono dalla stazione torinese di Porta Nuova e fermano a Meana di Susa, vale a dire a due chilometri dall’inizio della salita. Per chi è in auto la soluzione ottimale è parcheggiare a Susa e risalire a piedi il colle.

Buona pedalata e buona camminata a tutti!

Foto | Google Street View

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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