Col du Granon in bici: la salita-balcone di Briançon

Undici chilometri di ascesa con una pendenza media dell’9,2% fanno del Col du Granon una delle salite più impegnative delle Alpi francesi

Quando si arriva a Briançon, cittadina alpina che occupa un ruolo centrale nella storia del ciclismo ed è località strategica per tutti gli amanti delle grandi salite, ci si trova accolti da enormi cartelli che promuovono la zona del Briançonnais come Terre de Vèlo ovverosia Terra della Bicicletta.

Salita del Col du Granon
La prima metà della salita è caratterizzata da numerosi alberi che vanno progressivamente diradandosi

Fra le tante salite che hanno scritto la storia della Grande Boucle ne esiste una che è stata scalata dalla corsa d’Oltralpe solamente una volta: il Col du Granon. Questa salita asfaltata solamente nel versante meridionale, fu traguardo di tappa nel Tour de France del 1986 e per un quarto di secolo ha mantenuto – in virtù dei suoi 2406 metri – il primato di più alto arrivo della corsa transalpina, fino a quando gli organizzatori, nel 2011, non hanno dipinto una striscia bianca sull’asfalto dei 2642 metri del Col du Galibier.

Salita delle Alpi Francesi in bicicletta
Con una pendenza media dell’11,1%, il quintultimo chilometro è il più impegnativo dell’intera ascesa

Quella tappa, vinta dallo spagnolo Eduardo Chozas, segnò un importante passaggio di testimone fra Bernard Hinault e Greg Lemond: il cinque volte vincitore del Tour dovette cedere al suo giovane compagno di squadra statunitense la maglia gialla che questo avrebbe portato a Parigi. A fine stagione il bretone avrebbe posto fine alla sua straordinaria carriera, mentre il ciclista californiano si sarebbe poi ripetuto nei due rocamboleschi Tour del 1989 e del 1990, firmando un trittico che lo pone tuttora al di sopra di tutti i ciclisti extra-europei.

Salita in bici sulle Alpi in Francia
La salita è esposta a sud ed è particolarmente calda nei mesi estivi

Per raggiungere l’inizio della salita occorre abbandonare la strada che risale verso il Col du Lautaret alla rotonda d’ingresso di Chantemerle; seguendo le indicazioni per il Granon si imbocca Route du Ponte Levis. Superata la Gendarmerie (situata a destra), si svolta a sinistra imboccando la Route du Granon.

Salita Col du Granon in bicicletta
Uno dei tratti più impegnativi del Col du Granon

Come accade su tutti i colli della zona, ogni mille metri di ascesa è presente un cartello che indica i chilometri restanti, la quota e la pendenza media del chilometro successivo. Si tratta di un aiuto non indifferente per i ciclisti impegnati nella scalata.

Nel primo chilometro e mezzo di ascesa si attraversa la parte alta dell’abitato di Chantemerle, le pendenze sono sin da subito consistenti, con un gradiente compreso fra il 7% e l’11%. La strada, a differenza degli altri grandi colli della zona, è piuttosto stretta e si inerpica sulla montagna con tornanti brevi e frequenti.

Scollinamento Granon
A un chilometro dal termine della salita

Nei primi sei chilometri la salita che conduce al Col du Granon è ricca di vegetazione e di zone d’ombra, un elemento da non trascurare nelle giornate più calde visto che il versante è esposto a sud ed è tendenzialmente poco arieggiato. Le pendenze sono piuttosto regolari e i segmenti chilometrici oscillano con grande costanza fra l’8% e il 9%.

La regolarità dell’ascesa mi ha fatto pensare a due salite italiane: il Colle delle Finestre e il Colle dell’Agnello.

A 5,4 chilometri dalla sommità, raggiunta quota 1900 metri, la vegetazione scompare e le pendenze subiscono un ulteriore incremento. In questi ultimi 5400 metri il dislivello è di 507 metri, con una pendenza media del 9,4%.

Barre des Écrins
Una veduta della Barre des Écrins, il quattromila alpino più occidentale e meridionale

Il quintultimo chilometro è il più impegnativo dell’ascesa con una pendenza media dell’11,1% e alcune punte massime del 12%.

A questo punto la salita si trasforma in un vero e proprio balcone sul Briançonnais, sul Massiccio del Pelvoux e sulla Barre des Écrins.

Anche negli ultimi quattro chilometri le pendenze continuano a essere consistenti: a 300 metri dalla sommità la salita raggiunge il picco massimo di pendenza con due brevi rampe al 14% che richiedono un ultimo sforzo prima dell’epilogo.

In vetta il cartello indica quota 2413 metri, ma si tratta di un vecchio rilevamento: la quota esatta è di 2406 metri. Come abbiamo anticipato, il dislivello di 1041 metri in 11,3 km si traduce in una pendenza media del 9,2%.

La discesa verso la Vallée de la Clarée è sterrata e costringe i ciclisti su strada a ritornare a valle dallo stesso versante. L’esigua ampiezza della sede stradale, le pendenze accentuate e la frequenza di tornanti e chicane rendono la discesa verso Chantemerle molto tecnica e richiedono ai ciclisti la massima concentrazione. Il consiglio è di scendere con prudenza e moderando la velocità.

Foto e video Davide Mazzocco

 

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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