Col du Glandon in bici: la salita dall’Oisans

Salita del Col du Glandon dal versante Sud

Il versante meridionale del Col du Glandon è una salita molto eterogenea che costeggia i laghi di Verney e Grand Maison

Noi di Sport Folks abbiamo un debole per le Alpi Francesi e questa volta vi raccontiamo una salita sulla quale la Grande Boucle è transitata quindici volte fra il 1947 e il 2015: il Col du Glandon. La scalata che vi proponiamo è quella dal versante sud, quella che costeggia i laghi di Verney e Grand Maison.

Sulla cima di questa salita i ciclisti del Tour sono arrivati sia da sud che da nord e c’è un corridore che più di ogni altro ha segnato la storia di questo Gpm: il belga Lucien Van Impe transitato per primo nel 1977, nel 1981 e nel 1983. Tre gli italiani che hanno lasciato la firma sul colle francese: Fausto Coppi (1952), Stefano Colagè (1993) e Gilberto Simoni (2004). Fra i nomi eccellenti primi sul Glandon anche Steven Rooks (1988), Richard Virenque (1994 e 1997) e Romain Bardet (2015).

La salita al Col du Glandon è lunga 21,7 km e ha una pendenza media del 5,1%. Questo dato non deve trarre in inganno perché nel corso dell’ascesa si affrontano due brevi discese (entrambe di due chilometri) che fanno perdere quota sfasando il dato complessivo.

Un tratto in ascesa nella parte finale della salita al Col du Glandon

Un tratto in ascesa nella parte finale della salita al Col du GlandonL’inizio della salita avviene a Rochetaillé, nella valle dell’Oisans, a una manciata di chilometri da Le Bourg d’Oisans, località dove inizia la salita all’Alpe d’Huez. Siamo a quota 800 e l’esposizione dell’ascesa a sud la rende particolarmente calda nei mesi estivi, sin dalle prime ore del mattino.

I primi tre chilometri di ascesa sino alla località di Articol hanno una pendenza del 6,6%. Le sponde del Lac du Verney si raggiungono scalando i tre tornanti disegnati a ridosso della diga di Allemont. Il quarto chilometro al 10% e il quinto al 9% sono fra i più impegnativi dell’ascesa, ma raggiunti i 1241 metri della Rivière d’Allemont le pendenze si alleggeriscono dando modo ai ciclisti di respirare: il sesto chilometro ha una pendenza del 5,5% e il settimo del 2,5%.

Una discesa di un paio di chilometri riporta a quota 1200 metri. Per fortuna non c’è tempo per raffreddare i muscoli perché la strada torna impennarsi all’11% per un chilometro e al 9,5% in quello successivo. Si tratta di una fase caratterizzata da rampe impegnative e tratti più abbordabili.

Il bivio per il Col du Glandon
Il bivio per il Col du Glandon. L’alternativa (nel controcampo della foto) è il vicino Col de la Croix de Fer

Il dodicesimo chilometro di salita è al 6,5%, il tredicesimo ancora al 9,5%, mentre nei due successivi la media è del 6,5%. Si raggiunge così il Barrage de Grand Maison. Siamo a quota 1719 metri e alla nostra destra il Lac de Grand Maison annuncia che la parte più importante della salita è ormai alle spalle.

Raggiunti i 1755 metri del Rieu Claret si scende per altri due chilometri perdendo nuovamente quota. Su lungolago i panorami di alta montagna sono particolarmente rigeneranti.

La parte finale di salita prevede un chilometro al 5,5%, un altro al 7,5% e gli ultimi 700 metri all’8,7%. La vetta è a quota 1924 metri, il che rende la salita transitabile da maggio a ottobre, meteo permettendo.

Altimetria salita del Col du Glandon

A chi voglia scendere verso la Maurienne segnaliamo la pericolosità dei primi chilometri di discesa: la strada è stretta, i tornanti sono esposti, molto tecnici e privi di protezioni.

Il Col du Glandon è una salita poco “mediatica” e poco nota agli appassionati che riserva belle sorprese e che può essere associata ad altre scalate in giornata: l’Alpe d’Huez, Les Deux Alpes o il Col du Galibier le cui basi sono raggiungibili pedalando per alcuni chilometri nei fondovalle dell’Oisans o della Maurienne.

Foto Davide Mazzocco

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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