Col du Galibier in bici: 2085 metri di fatica e incanto

Col du Galibier in bici altimetria scalata

Oltre duemila metri di dislivello per una delle salite più leggendarie del Tour de France

Dici Galibier e agli appassionati di ciclismo si illuminano gli occhi. Per quelli della mia generazione il nome della salita transalpina evoca una giornata piovosa di luglio di vent’anni fa, un Pirata all’arrembaggio e una maglia gialla che arriverà fino a destinazione. A vent’anni dall’impresa de Les Deux Alpes tutti ricordano soprattutto il momento in cui Marco Pantani se ne andò via a qualche chilometro dal termine del versante nord del Col du Galibier, una salita in due tempi che prevede nella prima parte di Col du Télégraphe e nella seconda l’ascesa ai 2642 metri di una delle montagne più leggendarie del Tour de France.

Col du Galibier: un santuario del grande ciclismo

Fra il 1911 e il 2017 il Col du Galibier è stato affrontato in sessanta edizioni del Tour. Questa salita detiene due record: è il colle alpino più frequentato nella storia del Tour ed è anche stato – nel 2011 – il traguardo più elevato nella storia della Grande Boucle.

Una fase di ascesa sul Col du Télégraphe
Una fase di ascesa sul Col du Télégraphe

Scorrendo l’elenco degli scalatori che sono transitati per primi su questa salita troviamo i nomi di Eugène Christophe (1912), Henri Pélissier (1914 e 1923), Bartolomeo Aimo (1924), Francesco Camusso (1932), Vicente Trueba (1933), Gino Bartali (1937), Mario Vicini (1938), Fermo Camellini (1947), Fausto Coppi (1952), Federico Bahamontes (1954 e 1964), Charly Gaul (1955 e 1959), Julio Jimenez (1966 e 1967), Eddy Merckx (1969), Joop Zoetemelk (1972), Luis Ocaña (1973), Lucien Van Impe (1979),  Luis Herrera (1986), Franco Chioccioli (1992), Tony Rominger (1993), Marco Pantani (1998), Stefano Garzelli (2003), Andy Schleck (due volte nel 2011) e Primoz Roglic (2017).

Tanti gli italiani che sono passati in testa su questo colle leggendario che unisce la valle della Maurienne con la valle della Guisane, congiungendo Saint-Michel-de-Maurienne con Briançon.

Com’è consuetudine di Sport Folks vi presentiamo il versante da noi affrontato in bicicletta, quello nord, il più duro e affascinante. Nel 2010 l’ho affrontato durante la Randonnée Marmotte, quindi in due tappe: ho pedalato sul Col du Télégraphe dopo aver affrontato il Col du Glandon e sono salito fino ai 2642 metri del Col du Galibier il giorno dopo, prima di concludere il mio anello all’Alpe d’Huez. Ovviamente averlo percorso in due tappe con otto ore di sonno e una cena in mezzo ha reso la mia scalata più leggera, ma il Galibier resta uno dei colli alpini più impegnativi che io abbia affrontato.

Salendo verso le Granges du Galibier
Salendo verso le Granges du Galibier

Col du Galibier: le caratteristiche tecniche

Il primo elemento rilevante è la lunghezza dell’ascesa: 35 chilometri intervallati da 5 chilometri di discesa dalla sommità del Télégraphe a Valloire. Il secondo elemento è la pendenza media del 5,5% che occorre però scorporare nei due tratti di effettiva salita: 11,85 km al 7,2% e 18,1 km al 6,9%. Il terzo elemento è il dislivello: 2085 metri. Il quarto elemento è la quota: gli ultimi 7,5 km di salita sono sopra i 2000 metri slm.

Vediamo nel dettaglio la salita. Dai 718 metri di Saint Michel de Maurienne si inizia a salire con un primo chilometro al 7,5% di pendenza media. Il secondo chilometro ha una pendenza media dell’8% e il terzo dell’8,6%. Proprio nel terzo chilometro di salita si affronta la rampa più impegnativa degli 11,85 km del Col du Télégraphe, quella con una pendenza dell’11%. Nei successivi chilometri di salita le pendenze si attenuano oscillando fra una media del 5,1% e del 7,5%. Prima dello scollinamento ai 1566 metri del Télégraphe la strada spiana e nei primi tre chilometri di discesa le pendenze sono molto dolci accentuandosi solamente nei due chilometri discendenti che precedono l’ingresso in Valloire.

Uno dei tornanti che precedono lo scollinamento ai 2642 metri del Col du Galibier
Uno dei tornanti che precedono lo scollinamento ai 2642 metri del Col du Galibier

La discesa ci riporta a 1405 metri. Da Valloire mancano 18,1 km alla vetta del Galibier e quella che comincia è tutta un’altra salita. La vegetazione si dirada precocemente e la bicicletta inizia a puntare verso l’immensa grandiosità della montagna. Dopo 2,3 km al 6,7% fino a Les Verneys, per 3,25 km le pendenze sono al 3,5% fino ad Altisurface. È l’ultimo tratto di respiro per i ciclisti. Nei successivi 4,75 km che portano a Plan Lachat la pendenza è del 6,7%. Questo tratto è caratterizzato da lunghe rampe prive di tornanti.

Randonnée Marmotte 2010
L’autore dell’articolo durante la Randonnée Marmotte 2010

A Plan Lachat il gioco si fa duro, superato il ponte sulla Valloirette la strada s’impenna in maniera impietosa. Nei successivi 7,4 km la pendenza media è dell’8,4% con una punta massima dell’11% alle Granges du Galibier e un paio di segmenti di 500 metri con pendenza al 9% e 9,2%.

Insomma il tratto più impegnativo della salita arriva proprio nell’ultimo quinto dell’ascesa.

Dalle Granges du Galibier, negli ultimi 4 km di ascesa, vale davvero la pena di volgere lo sguardo verso valle e godersi lo spettacolo della montagna.

Nella mia scalata del 2010, effettuata all’inizio di luglio, ho incontrato degli alti muraglioni di neve. I mesi consigliati per la scalata sono quelli estivi, mentre nella tarda primavera e all’inizio dell’autunno tutto dipende dalla clemenza del meteo.

Salita Col du Galibier altimetria

Se siete collezionisti di colli questo non potete farvelo mancare!

Foto Davide Mazzocco e Photobreton

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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