Col de Turini in bici: da Bollène Vesubie alla Baisse de Tueis

Boschi, prati, gallerie, tornanti e panorami incantevoli. Una scalata ricca di sorprese nel Parco nazionale del Mercantour

Noto soprattutto per essere uno dei luoghi simbolo del Rally di Montecarlo, il Col de Turini è stato scalato per tre volte dal Tour de France esaltando le doti di scalatori come Louis Bobet, Jean Robic e Vicente Lopez Carril primi rispettivamente nel 1948, nel 1950 e nel 1973.

Per il mio battesimo “nizzardo” ho deciso di affrontare la salita dal versante più impegnativo, quello occidentale. Una volta in cima essendo chiusa la strada che mi avrebbe dovuto condurre a Sospel ho deciso di proseguire per altri 4 chilometri, fino alle Baisse de Tueis, a quota 1888 metri, dove inizia l’anello dell’Authion che, superando quota 2000, è il punto più alto dell’entroterra nizzardo raggiungibile in bici.

Dopo quattro chilometri di discesa da Roquebillière sulla M2565 ho imboccato la M70 a quota 500 metri. L’attacco della salita impone immediatamente un importante cambio di ritmo visto che i primi 1400 metri hanno una pendenza media del 7%.

Il versante occidentale del Col de Turini
Il versante occidentale del Col de Turini è caratterizzato da alcune suggestive serie di tornanti

Nei primi chilometri e per quasi tutta la salita boschi di latifoglie e di aghifoglie consentono ai ciclisti di pedalare all’ombra. Se c’è una cosa che non si deve temere su questa salita, specialmente se la si scala al mattino, è il caldo.

Anche in una giornata calda come quella in cui ho compiuto la scalata l’ombreggiatura garantita dai boschi consente ai ciclisti di pedalare in condizioni ideali.

Una veduta di Bollène Vesubie verso la salita che porta al Col de Turini

Dopo un paio di chilometri dall’inizio della salita si incontra una fontana sulla destra della strada. Dopo essersi leggermente attenuate, le pendenze riprendono a farsi decise verso l’ingresso di Bollène Vesubie, anche se il passaggio all’interno del paese è al 4%.

Come tanti altri borghi della zona del Mercantour, Bollène Vesubie sembra davvero un presepe.

Se ci si deve procurare acqua o cibo per la scalata questo è l’ultimo posto utile per farlo perché nei successivi 14 chilometri non si incontreranno né fontane, né bar, né centri abitati.

All’uscita dal paese la strada riprende ad arrampicarsi con un lungo serpentone sulla montagna. Vale la pena ammirare il paese dall’alto prima del tornante che immette nel vallone in cui scorre Le Riou de la Bollène.

Chi soffre di vertigini non guardi in basso! Fino all’8° km le pendenze oscillano fra il 7 e il 9%. La fase centrale è la più esposta al sole, ma anche la più divertente grazie ai numerosi tornanti che rendono meno monotona l’ascesa.

Anche se questo versante non può competere con il numero di lacets del versante meridionale, c’è comunque terreno per divertirsi in salita.

Dai 9,6 km fino ai 15,3 km, vale a dire al Col de Turini, la pendenza media è del 7,9%. La parte conclusiva della salita, pur non avendo pendenze impossibili, richiede comunque un buon allenamento.

In vetta al Col de Turini

Durante la mia scalata, oltre ai colpi d’occhio davvero suggestivi su boschi, montagne e villaggi, o anche sentito un costante ronzio, quello delle api intente nella loro instancabile opera di impollinazione. Non capita così spesso di sentirne così tante all’opera…

Arrivato sul piazzale del Col de Turini, a quota 1607 metri, dopo 15,3 km al 7,2% di pendenza media, ho preso fiato cinque minuti e dopo aver riempito la mia borraccia ho seguito l’indicazione per Camp d’Argent.

Di solito non amo improvvisare, ma è stato il destino a costringermi a un cambio di programma: la temporanea chiusura della discesa verso Sospel.

A questo punto ho deciso di prolungare la mia salita fin dove la strada asfaltata me l’avrebbe consentito. Dopo alcuni brevi tornanti ho imboccato una strada sinuosa che mi ha portato a Baisse de Camp d’Argent. Altri tornanti e un altro tratto di strada mi hanno portato fino allo chalet Charles Alessi della Baisse de Tueis, punto in cui inizia l’anello a senso unico antiorario che gira intorno all’Authion e che mi riprometto di ripercorrere in futuro.

Baisse de Tueis, conclusione della scalata a quota 1888 metri
Baisse de Tueis, conclusione della scalata a quota 1888 metri

Il supplemento di 4 km di salita al 7,2% mi ha così portato a quota 1888 metri. Il panorama è quello che potete gustare nel video d’apertura.

Davvero una salita bellissima che consiglio a tutti e che, meteo permettendo, si può percorrere senza problemi per gran parte dell’anno.

Foto e video Pierluigi Mazzocco e Davide Mazzocco.

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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