Cicloturismo: come preparare un viaggio in bicicletta

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Dalla scelta della bici all’abbigliamento, dall’equipaggiamento agli accessori, dalla preparazione fisica agli itinerari, i consigli di Lorenzo Franzetti della Bottega del Romeo ai cicloviaggiatori.

Un viaggio in bicicletta in totale autonomia è il sogno di molti ciclisti. Per affrontarlo, però, bisogna allestire il proprio mezzo nel modo migliore, trovando il giusto equilibrio fra peso e comfort, costi e sicurezza. La scelta della bicicletta più adatta al percorso che vogliamo intraprendere e quella degli accessori e dei capi d’abbigliamento che ci accompagneranno è fondamentale per partire con il giusto colpo di pedale.

Per capire come si prepara un viaggio in bicicletta abbiamo intervistato Lorenzo Franzetti, titolare della Bottega del Romeo di Ispra (Va). Nel negozio fondato da suo nonno Romeo nel 1935 e gestito per anni da suo padre Diego la cultura del ciclismo è vissuta a 360°: accanto all’attività di riparazione e vendita, infatti, la LibEreria propone libri ed eventi dedicati al cicloturismo come Pedalarcultura e Mangia Bevi e Bici.

Accanto alla riparazione e vendita di biciclette da corsa, mountain bike e city bike, la Bottega del Romeo è specializzata, da oltre trent’anni, nella realizzazione di biciclette per il cicloturismo. Forte dell’esperienza maturata in tanti anni nel mondo del ciclismo, Franzetti ci spiega quale bicicletta scegliere e con quali accessori allestirla, suggerendo anche come prepararsi fisicamente e quali itinerari sono particolarmente adatti ai cicloviaggitori.

 

Com’è fatta una bicicletta per il cicloturismo? Quali sono le priorità per chi vuole un mezzo affidabile per un viaggio in bicicletta?

“Il cicloturismo è un ciclismo lento, che predilige il comfort. Pedalo e ricevo sensazioni, emozioni da ciò che mi circonda, dal paesaggio, dai monumenti, dalla natura e delle persone che vivono in un determinato luogo che sto visitando in sella a una bici. Per questo scopo occorre un mezzo che prediliga il comfort. La pedalata cicloturistica, pertanto, non ricerca la prestazione, ma deve essere un’esperienza piacevole, che inviti al relax: la bicicletta per il cicloturismo, dunque, deve prediligere sia il comfort, sia la praticità o, meglio, la semplicità delle soluzioni. Le scelte dei materiali, dei componenti e degli accessori devono richiedere una manutenzione facile, semplice, veloce, senza troppe complicazioni. Forcelle ammortizzate? Anche no, meglio una bici più leggera e scorrevole. La forcella ammortizzata nasce, in genere, per rispondere a sollecitazioni di un certo tipo: se il cicloturismo percorre strade bianche, piste ciclabili, meglio privilegiare soluzioni più snelle”

Che tipo di manubrio è consigliabile?

“La scelta del manubrio, come quella del sellino, è molto personale. In genere, non consiglio il manubrio da corsa o tipo gravel perché, secondo me, non sono i più confortevoli per un ciclista che, presumo, si muova ad andatura moderata, magari per molte ore e con la voglia di guardarsi attorno e di fruire del territorio che attraversa. Meglio un manubrio che consenta posizioni più comode, con il busto un po’ più eretto: è molto importante, a questo proposito, anche la scelta delle manopole. Adottando, per esempio, delle manopole anatomiche, si riducono gli stress nella zona cervicale. Ai cicloturisti che pedalano per molte ore e che hanno la necessità di cambiare spesso posizione, consiglio anche il manubrio tipo “yuma”, che ha una curiosa forma “a 8”: a molti, tuttavia, questa soluzione non piace esteticamente, ma è pratica”

Veniamo alle ruote e agli pneumatici: quali sono le scelte ottimali?

“Per le ruote, meglio adottare una raggiatura adeguata, soprattutto se si prevede di pedalare anche su strade sterrate e, magari, con un peso consistente da trasportare. Fondamentale è la qualità dei cuscinetti, poiché su una bici da turismo, la scorrevolezza e l’affidabilità sono grandi vantaggi. Per le gomme, dipende dal tipo di percorso: in genere, meglio prediligere gomme con una sezione piuttosto larga, dai 35/40 millimetri. Aumentando la sezione delle gomme si va a migliorare l’assorbimento delle sollecitazioni del terreno, qualora non si scelgano (come consiglio) forcelle ammortizzate. Le gomme antiforatura, che spesso vengono proposte per questo tipo di bici, sono spesso più pesanti: occorre valutare bene, cose si preferisce sacrificare. In commercio, esistono comunque gomme da turismo validissime anche senza la dicitura “antiforatura” (da Schwalbe a Michelin, da Vittoria a Continental)”

Acciaio, alluminio o carbonio? Qual è il materiale migliore per il telaio?

“Il materiale che garantisce più comfort è indubbiamente l’acciaio, ma non tutte le tubazioni sono uguali. Oggi, esistono telai in acciaio molto leggeri e competitivi, ma costano di più di un più comune telaio in alluminio. L’acciaio è perfetto per chi soffre, per esempio, di problemi di schiena. A chi non può permettersi un telaio che può arrivare a costare anche più di 1.000 euro, consiglio di rimanere a un più economico alluminio e di andare a lavorare sul comfort dei componenti (sella, reggisella, manubrio, manopole su tutto). Il carbonio? Sconsigliato: un materiale votato alla prestazione, fin troppo leggero, rigido e reattivo, non è l’ideale per chi cerca ben altro da una bicicletta”

Il modello Discovery di Romeo per il cicloturismo

Quali accessori occorre montare o portare per essere totalmente autonomi?

“Tutto dipende dal tipo di viaggio o escursione che si vuole fare. E dipende anche a quale tipo di autonomia si vuole arrivare: esistono anche borse specifiche per contenere una piccola tenda, ma di conseguenza, ci si deve rassegnare a una bicicletta più pesante. Un viaggio di più giorni richiede la massima cura, soprattutto alla sicurezza: un buon impianto luci per emergenza, è fondamentale, anche se sconsiglio di viaggiare di notte. Fate attenzione anche al cavalletto che scegliete: deve essere pensato in funzione del peso della bici e dei bagagli. Esistono anche modelli molto robusti e non troppo pesanti”

Immaginiamo di disporre di due borsoni anteriori e due borsoni posteriori: che cosa ci mettiamo dentro?

“Consiglio di pensare a un abbigliamento “a strati”, per cui occorre prevedere un cambio di vestiti di peso differente. Da non trascurare una buona mantellina e, magari, pantaloni impermeabili. Consiglio, poi, di scegliere borsoni di qualità, resistenti all’acqua. Un kit completo per riparazioni, poi, è d’obbligo, con un buon multiuso, chiavi, uno smagliacatena, camere d’aria di ricambio, fili di freni e cambio. Poi, mi ripeto, tutto dipende da quanta autonomia occorre: se si vuole andare nel centro dell’Islanda, occorre pensare a tutto. Se il viaggio è in Toscana, per esempio, o in aree comunque abitate, meglio non esagerare con il cibo e con troppi ricambi”

Lorenzo Franzetti, titolare della Bottega del Romeo di Ispra

Ipotizzando un carico medio di quanto è il peso complessivo di una bicicletta da viaggio?

“Non peso mai le bici, anche perché, secondo me è un dato relativo: dipende sia dal tipo di viaggio o escursione, sia da chi ci deve pedalare sopra. Se a pedalare è un ciclista robusto e potente, è un conto, se a spingere la bici c’è un ciclista esile o una donna, anche il carico influisce sulla guidabilità. La sicurezza del mezzo è la priorità: 13/14 chili da distribuire nelle varie borse, è già un peso notevole. Una buona bici da turismo, poi, può pesare dai 10 ai 14 chilogrammi”

Gravel e mountain bike possono essere utilizzate per un viaggio in bicicletta? E se sì con quali accorgimenti tecnici?

“Sono scelte personali. Io non le consiglio perché non le reputo ideali per un viaggio lento e finalizzato al comfort: c’è di meglio e più funzionale. Poi, c’è chi comunque preferisce le gravel o le mountain bike: cambiano, però, sia la pedalata, sia l’assetto della bici. Le soluzioni, per esempio, per montare portapacchi su forcelle ammortizzate o su telai che, in origine, non li prevedono, esistono, ma non saranno mai perfette”

E le bici elettriche? Pensa che potranno portare a un ulteriore sviluppo del cicloturismo?

“Sono un’opportunità interessante che occorre valutare soprattutto nei prossimi anni. Ci sono bici con motori di qualità (Bosch e Shimano, per esempio) che garantiscono già da ora un’autonomia di carica (della batteria) molto buona, abbondantemente sopra i cento chilometri. Prediligere la qualità, se non si vogliono complicazioni, poi, mentre si è in giro o nel tempo. Sulle mtb elettriche nutro qualche perplessità: è la moda del momento, soprattutto in montagna, ma queste bici non sono molto comode da trasportare e non sono semplicissime da controllare sui terreni più tecnici. Temo che, quando la moda si spegnerà, la diffusione di questo tipo di bici diminuirà. Diverso, invece, è il discorso per le e-bike da turismo che, al tempo stesso, sono perfette per circolare in ambito urbano: sono, a mio avviso, una buona opportunità, soprattutto per i cicloturisti più anziani”

Qual è il costo di una bicicletta da viaggio già accessoriata con i borsoni?

“Per una bici da turismo di buona qualità, e per qualità intendo soprattutto l’affidabilità dell’assemblaggio e la scorrevolezza dei cuscinetti, oggi occorre mettere in conto di spendere dai 450 euro in su. Per i borsoni (4), più portapacchi aggiuntivi, la spesa aumenta di almeno 200 euro”

Può darci qualche indicazione sulla preparazione fisica per un viaggio in bicicletta?

“Il cicloturismo non richiede grandi doti, tutti lo possono fare: ovviamente la preparazione è necessaria, se si vuole vivere un’esperienza piacevole, e deve essere commisurata allo sforzo e all’impegno richiesto per il viaggio. Le difficoltà non sono tanto le salite e le asperità delle strade, quanto le ore in sella: è bene, dunque, allenarsi in bici a stare in sella per ore, considerando gli inconvenienti tipici dei meno allenati, alle natiche, alla cervicale e alle mani”

Quali sono, in Italia e in Europa, gli itinerari cicloturistici che si sente di consigliare?

“Ci sono mete supergettonate, in Italia, dalle ciclabili sui fiumi Adige, Brenta e Sile, tra Veneto e Trentino, fino ad altre mete meno conosciute, come per esempio la Puglia. L’Italia ha l’imbarazzo della scelta: io, tuttavia, sono di parte e mi sento di consigliare un’esperienza sui laghi varesini, in particolare sul Lago Maggiore. In Europa, una meta perfetta per chi cerca itinerari sicuri e facili, mi sento di consigliare le Fiandre, in cui è possibile pedalare interamente protetti, su piste ciclabili, in città come in riva ai canali e in campagna”.

Foto | Pixabay e Bottega del Romeo

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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