Ciclismo: le novità tecniche dalle classiche del Nord

Novità tecniche dalle classiche del Nord

Gli eterogenei percorsi delle classiche di aprile sono ideali per testare le innovazioni tecnologiche di Pirelli, 3T e Hi Ride

Le classiche di Belgio, Francia e Olanda catalizzano per un intero mese l’attenzione degli appassionati di ciclismo e degli addetti ai lavori. Gli eterogenei percorsi delle corse di inizio primavera sono da molti considerati l’Università del ciclismo: ci sono i muri secchi e pavimentati delle corse fiamminghe, il pavè rotondo e spaccaossa della Francia settentrionale, le arcigne côte delle Ardenne e quelle più abbordabili del Limburgo.

In gare così impegnative le innovazioni tecnologiche atte a migliorare il confort e a sincronizzare al massimo il binomio uomo-bicicletta possono fare la differenza. Ecco perché le classiche del Nord diventano il terreno ideale per utilizzare le innovazioni tecnologiche in grado di fare la differenza.

Pneumatici: il ritorno di Pirelli al ciclismo professionistico

Ne sanno qualcosa i professionisti dell’irlandese Aqua Blue Sport che ieri hanno utilizzato gli penumatici della Pirelli, segnando il ritorno del marchio lombardo al ciclismo professionistico dopo ben 60 anni di assenza.

Pirelli ha deciso di portare la sua peculiare visione di partnership tecnica, fornendo, a partire dall’Amstel Gold Race di ieri, gli pneumatici dell’innovativa 3T Strada. L’approccio di Pirelli nelle partnership sportive, infatti, non si limita alla mera apposizione di una gomma brandizzata sul mezzo, ma richiede vera collaborazione tecnica e scambio continuo di feedback con la squadra, per lo sviluppo di una gomma specifica e peculiare. Anche nelle prossime competizioni alle quali il team sarà presente, si continueranno a testare in condizioni di gara ulteriori nuove soluzioni, per mettere a disposizione della squadra tubolari sempre più performanti.

Per Aqua Blue Sport, Pirelli ha messo a punto una nuova, specifica, gomma tubolare che il team ha già testato nei mesi passati, in diversi contesti e prove su strada. Si tratta di uno pneumatico da 28 mm, studiato per massimizzare le caratteristiche aerodinamiche della 3T Strada. Per l’allenamento, invece, il team Aqua Blue Sport usa i copertoncini PZero Velo, 28 mm, già disponibili sul mercato.

I nuovi tubolari Pirelli per Aqua Blue Sport, così come i clincher PZero Velo, sono sviluppati con tecnologia proprietaria Pirelli e le mescole sono realizzate da Pirelli nello stabilimento di Slatina, in Romania, dove vengono prodotte quelle in dotazione alle monoposto di Formula 1.

P Zero Velo di Pirelli
Dopo sessant’anni la Pirelli è tornata nel mondo del ciclismo con i tubolari P Zero Velo

Monocorona:  la scommessa di 3T e Aqua Blue Sport

Ancor più che per i nuovi pneumatici Pirelli, la 3T Strada utilizzata dalla Aqua Blue Sport si è fatta notare, sin dal debutto stagionale in Australia, per la scelta di un allestimento che prevede un’unica corona. Sparito il deragliatore, i ciclisti pedalano su una bicicletta allestita con una monocorona con un numero di denti compreso fra i tradizionali 53-39 delle doppie corone classiche.

Come si nota nella foto del telaio, i tecnici di 3T hanno lavorato per rendere la bicicletta in dotazione all’Acqua Blue Sport aerodinamica e leggera, senza rinunciare alla comodità: come spiegato in precedenza gli pneumatici da 28 mm contribuiscono a rendere più confortevole la pedalata.

La singola corona anteriore non è una novità assoluta nel mondo delle due ruote, si tratta, infatti, di una soluzione già adottata nel mondo della mountain bike per evitare i salti di catena. Accoppiata alle monocorone comprese fra 53 e 39 denti c’è un’ampia gamma di rapporti da montare nella cassetta posteriore: si va dai 9 denti per la discesa e gli sprint ai 32 denti per le salite più arcigne. Per avere un vero feedback bisognerà aspettare i Grandi Giri e vedere come si comporteranno le bici con la monocorona sulle salite più lunghe e impegnative.

Monocorona della 3T Strada
La monocorona della 3T Strada con cui i corridori della Aqua Blue Sport stanno affrontando la stagione ciclistica 2018

Sospensioni elettroniche: eDSS è la novità di Pinarello sul pavé

Il Team Sky ha affrontato le prove del Nord in sella alla K10S, l’ultimo modello Endurance lanciato da Pinarello, dotata di un’esclusiva tecnologia Made in Italy che rappresenta la nuova frontiera del settore in termini di adattabilità ed efficacia del mezzo in diverse condizioni di fondo, oltre che di stabilità e assorbimento delle vibrazioni.

La rivoluzionaria tecnologia in dote al Team Sky si chiama eDSS ed è la versione personalizzata per Pinarello di Endurance Smart Adaptive Suspension (ESAS): in altre parole, una sospensione elettronica intelligente e capace di adattare la propria rigidità ai diversi fondi stradali, impiegata per ammortizzare il carro posteriore della Pinarello K10S.

ESAS è un’invenzione di HiRide, giovane azienda milanese nata con l’obiettivo di portare nel mondo del ciclismo un carico di idee, tecnologie ed innovazione, frutto delle passate esperienze maturate dal suo team nel mondo motociclistico e off-road ai massimi livelli. ESAS è il primo sistema di sospensione elettronica per biciclette all-road, endurance, gravel e ciclocross. La logica alla base di ESAS è semplice, e al tempo stesso rivoluzionaria: uscire dal tipico trade-off fra performance e massima stabilità, offrendo una soluzione capace di adattare automaticamente e in tempo reale il telaio alla specifica situazione stradale.

Sistema di sospensione elettronica eDSS
Il sistema di sospensione elettronica eDSS è stato utilizzato nelle classiche del pavé dai corridori del Team Sky

Se, infatti, per pedalare in salita su asfalto c’è bisogno di un telaio rigido, l’esigenza si ribalta non appena si passa allo sterrato, al pavé, o addirittura in fuoristrada, quando il ciclista ha bisogno di stabilità e comfort di pedalata, e quindi di un telaio più flessibile. ESAS annulla ogni esigenza di compromesso: grazie a sofisticati algoritmi, il sistema elettronico intelligente analizza le vibrazioni sul telaio e la dinamica della bici, adattando di conseguenza il grado di rigidità del telaio, bloccando o sbloccando le sospensioni. Il vantaggio è concreto e misurabile: su un tratto di strada misto (asfalto, pavé, fuoristrada), ESAS aumenta in maniera sensibile l’efficacia di pedalata, e addirittura di oltre il 30% l’assorbimento delle vibrazioni in sella rispetto a una bici tradizionale.

Il sistema è composto da una sospensione elettro-idraulica, capace di adattare elettronicamente la propria rigidezza, e una control unit (smart battery pack), vero e proprio “cervello” del sistema, che integra diversi sensori. Inoltre, ESAS è dotato di una user interface, grazie alla quale il ciclista può interagire con il sistema e collegare altri dispositivi, come ad esempio Smartphone e ciclocomputer, attraverso protocolli Bluetooth e ANT+. Insomma un prodotto che fa compiere un deciso salto in avanti alla telaistica e che si propone come la ricetta per correre al top sui terreni misti.

Foto | Vitamina C e Vitesse

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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