Casco da ciclista: una foto per spiegare perché fa la differenza

Casco da ciclista di Daniel Martin

La nona tappa del Tour de France 2017 ha fatto una vera e propria strage, per fortuna solo in termini di ritiri e non di incidenti gravi, anche se alcune cadute sono sembrata inizialmente estremamente preoccupanti, in particolare quella di Richie Porte, capitano della BMC, che ha sbagliato una curva in discesa finendo leggermente fuori strada: la sua bici è caduta da un lato (era su un tornante al momento della caduta) e lui, invece, è andato a finire dalla parte opposta, sbattendo sulla roccia. E mentre Porte andava a sbattere sulla roccia, ha travolto con il suo corpo Daniel Martin della Quick-Step Floors.

L’irlandese è riuscito a risalire in bici e alla fine è arrivato con il secondo gruppetto al traguardo, insieme a Nairo Quintana della Movistar, con 1’ 15” dal gruppetto di testa in cui c’era il vincitore Rigoberto Uran della Cannondale-Drapac (ha vinto al fotofinish davanti a Warren Barguil). Ma quello che ha colpito è stata una foto che la Quick-Step Floors ha pubblicato sulle proprie pagine Facebook e Twitter pochi minuti dopo la fine della tappa.

È un’immagine molto eloquente e la didascalia dice solo:

“Quando un casco fa la differenza”

E la differenza che fa è tra la vita e la morte. Lo sanno bene i corridori professionisti e lo sanno gli amatori, ma vedere un casco ridotto così fa un certo effetto, spiega con un solo sguardo che cosa potrebbe succedere, invece, se non lo si indossasse.

Ma chiaramente un casco non basta, perché serve anche estrema prudenza. A volte le cadute sono completamente accidentali, ma altre, invece, sono dovute a distrazioni, a mancanza di concentrazione o a un atteggiamento spericolato.

Il post della Quick-Step Floor, in pochi minuti, è stato condiviso e commentato migliaia di volte. Per fortuna Daniel Martin, che in quella caduta è stato sfortunatissimo, perché era incolpevole ed è stato travolto da Richie Porte quando non poteva fare assolutamente nulla per evitarlo, ora sta bene, ha avuto un finale di tappa difficilissimo per le conseguenze della caduta, ma è arrivato nono ed è sesto in classifica generale. Ovviamente deve ringraziare le sue gambe, la sua tenacia, ma anche il suo vecchio casco, ora, purtroppo, gliene servirà uno nuovo.

Foto © Quick-Step Floors

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni.
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