Camminare allunga la vita: bastano meno di 2 ore a settimana

camminare vita

Camminare allunga la vita e bastano meno di due ore a settimana, il minimo indicato dalle raccomandazioni mediche vigenti. Effettuare delle passeggiate per un tempo inferiore alle indicazioni delle autorità sanitarie, infatti, riduce il rischio di morte per tutte le cause. È quanto si legge all’interno di una ricerca realizzata da Alpa Patel, del Cancer Prevention Study-3 for the American Cancer Society (ACS) e pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine. Lo studio è stato condotto su un campione di 140.000 persone.

Secondo le raccomandazioni vigenti e stabilite dalle autorità sanitarie, è bene svolgere attività fisica moderata (anche solo camminare) per 150 minuti a settimana, mentre il minutaggio si può dimezzare in caso di attività fisica più intensa. Ebbene, secondo lo studio condotto dalla dottoressa Patel, si possono ottenere importanti risultati in termini di riduzione della mortalità per tutte le cause – malattie cardiovascolari, respiratorie, tumori etc. – anche facendo attività fisica per meno dei 150 minuti riconosciuti dalle attuali indicazioni mediche.

camminare fa bene

Basta camminare, anche senza allenamento

E non è tutto, perché secondo la ricercatrice, anche camminare meno di 2 ore a settimana consente di ridurre il rischio di morte, rispetto a quegli individui che vivono in completa sedentarietà. Basta davvero poco movimento, insomma, per mantenersi in salute: si pensi che lo scarto tra chi cammina solo per 2 ore a settimana e chi lo fa per 5 ore, in termini di guadagno di ulteriore riduzione del rischio. Un altro studio, in sostanza, conferma che il movimento sia fondamentale per condurre una vita migliore e dovrebbe trattarsi di un incentivo importante considerati i parametri risultati dalla ricerca americana.

In fondo, non si richiede chissà quale sforzo fisico: camminare circa due ore a settimana, infatti, non prevede sedute di allenamento ed è un’attività alla portata di individui di ambo i sessi e di qualunque età. L’incentivo, deve essere maggiore per le nuove generazioni, perché se è vero che camminare riduce il rischio di incappare, tra le altre, anche in malattie respiratorie, durante il Congresso nazionale degli specialisti della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri) a Napoli è emerso che ogni anno il 30% di bambini italiani in età prescolare sono colpiti da polmonite, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti.

Lo sport è un toccasana ed è bene dunque operare affinché i bambini (ma anche i genitori) capiscano sin dalla tenera età capiscano quanto sia importante vivere e muoversi all’aria aperta.

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Giornalista e istruttore tecnico di scuola calcio, scrivo e studio sport praticamente 24 ore al giorno guidato da un irrefrenabile ottimismo nei confronti delle nuove generazioni.
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