Specifici batteri nell’intestino aiutano la performance sportiva

Batteri in intestino aiutano prestazione sportiva

Nel corso del 254° National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society sono stati presentati i risultati di una ricerca guidata dal post dottorando Jonathan Scheiman al laboratorio di George Church della Harvard Medical School. Si tratta di una ricerca interessante per chi pratica sport perché i soggetti studiati sono stati proprio degli atleti.

In particolare nella settimana precedente e in quella successiva alla maratona di Boston 2015 sono stati raccolti campioni fecali di 20 atleti che vi hanno partecipato per studiare i batteri all’interno del loro intestino.

Utilizzando appositi metodi, gli studiosi americani hanno sequenziato i genomi dei batteri per capire quali e quanti tipi di batteri fossero presenti nei campioni e poi hanno confrontato quelli raccolti prima della gara con quelli raccolti nella settimana successiva e hanno notato che dopo la maratona si è verificato un picco improvviso di un particolare tipo di batteri.

Il dottor Scheiman ha spiegato che questi microrganismi hanno il compito di scomporre l’acido lattico che si produce in quantità maggiore quando l’esercizio fisico è più intenso, come avviene, appunto, in gara. L’acido lattico, quando è eccessivo, può provocare affaticamento e dolore muscolare e può essere decisivo ai fini dei risultati, per questo dei batteri che riescono a scomporre il lattato sono senza dubbio di aiuto durante la gara.

Ma i ricercatori non si sono fermati qui e hanno condotto degli altri esperimenti su degli ultramaratoneti, ossia coloro che disputano gare (di corsa o a piedi) che sono di una lunghezza oltre i 42 km. Hanno poi confrontato tali dati con quelli di una formazione di canottieri che si allenava per le Olimpiadi di Rio 2016.

Ebbene da questo confronto è emerso che nell’intestino degli ultramaratoneti c’erano dei batteri che aiutano a scomporre carboidrati e fibre, in quelli dei canottieri, invece, quei batteri non c’erano. Questo tipo di risultato ha portato alla conclusione che alcuni sport possono promuovere la formazione di microbiomi diversi.

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni.
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