Bambini: come scegliere lo sport giusto? I consigli dello psicologo

Sport giusto per il proprio bambino

La scelta dello sport giusto per un bambino non è sempre immediata, anzi, può richiedere un percorso anche piuttosto lungo, ma quello che conta, quando si parla di bimbi, è ricordarsi che lo sport è prima di tutto un gioco. Per capire meglio come fare a scegliere l’attività fisica da far praticare a bambini in tenera età, trattandosi di un passaggio piuttosto delicato, abbiamo deciso di chiedere qualche consiglio a uno psicologo/psicoterapeuta e ne abbiamo trovato uno molto competente in materia grazie alla piattaforma MioDottore.it. Si tratta del Dott. Emanuele Lucchetti, che lavora a Genova, ed è specializzato oltre che nelle terapie personali, di coppia o familiari, anche in quelle per bambini. Vediamo che cosa ci ha detto.

Sport e bambini: come scegliere quello adatto?

Sappiamo che i grandi campioni hanno cominciato a praticare i loro sport fin da piccolissimi. Se un genitore pensa che la vita da atleta possa essere una valida alternativa per il proprio figlio (anche in base alle caratteristiche fisiche o alla tradizione familiare) come deve farlo approcciare all’attività fisica? Il fatto che la maggior parte degli sport abbiano un aspetto ludico può essere un vantaggio?

“A mio avviso non è corretto che sia il genitore a scegliere la vita, da atleta o meno, per il proprio figlio. Lo sport è un’attività ludica che sviluppa le competenze sociali e psicologiche, oltre alle componenti fisiche. È, eventualmente, il bambino a segnalarci con la propria passione che quel determinato sport lo appaga e lo rende felice”

Per un bambino molto piccolo come si può procedere nella scelta dello sport da praticare? Quali elementi bisogna prendere in considerazione per non farglielo pesare dal punto di vista psicologico?

“Ritengo che non ci sia uno sport più indicato di altri, bisogna individuare quale sia la caratteristica che si vuole migliorare. Un bambino con difficoltà sociali potrebbe beneficiare di un’attività con piccoli gruppi, un altro con difficoltà attentive potrebbe trarre benefici da un’arte marziale. L’importante è che sia il bambino a scegliere l’attività in modo da vivere l’esperienza in modo completo”

Lo sport giusto per un bambino felice

Sport adatto per bambini feliciE una volta che un bambino ha cominciato a praticare uno sport, come è possibile capire se lo fa perché davvero gli piace o solo per compiacere i genitori?

“È sottile la linea che divide il piacere del bambino dal compiacere i genitori. Tutti i bambini sono felici nel vedere un genitore felice. Ritengo che l’unico modo per essere sicuri che il bambino stia praticando lo sport che ha scelto per il proprio piacere è coinvolgerlo nella scelta”

Se a un bambino piace uno sport per il quale, però, proprio non è portato, è giusto farlo continuare ed eventualmente come fargli superare il senso di inadeguatezza? Oppure è meglio farlo smettere per evitare che diventi una persona frustrata?

“Se un bambino è felice di praticare uno sport non sarà frustrato dai propri insuccessi, anzi lo aiuteranno a superare i limiti proprio perché è lo sport che ama e per il quale sarà disposto a fare sacrifici. La frustrazione potrebbe nascere nel vedere il genitore non soddisfatto degli obiettivi ottenuti. Siate sempre di supporto ai vostri figli indipendentemente dal risultato”

Bambini, sport di squadra e competizione

Sport di squadra per bambini

Ai bambini che praticano sport di squadra può capitare di essere protagonisti di episodi di bullismo. Come si fa a capire se il proprio figlio sta subendo qualcosa del genere? Quali possono essere i segnali?

“Alcuni dei segnali possono essere un cambio repentino riguardo al desiderio di partecipare agli allenamenti o un tono dell’umore basso alla fine di questi. È importante che vi sia una buona comunicazione tra la famiglia e la società sportiva in modo che siano gli allenatori o gli assistenti ad avvisare la famiglia in caso di bullismo”

Come si può evitare di far diventare un bambino troppo competitivo?

“La competizione tra i bambini è normale. Nel caso la troppa competizione metta in secondo piano il divertimento è corretto parlare con il bambino per ricordare che l’importante è partecipare. Ancora una volta ritengo sia importante una buona comunicazione tra la famiglia e la società sportiva in modo che anche l’allenatore parli con i propri atleti”

Tra gli atleti professionisti è sempre più diffusa la figura del mental coach, ma tra i piccoli atleti a che età può essere giusto affiancar loro un professionista di questo tipo?

“Ricordiamoci che gli atleti gareggiano perché è il loro lavoro, i bambini gareggiano per divertirsi e giocare. Non credo sia una figura necessaria allo sviluppo del bambino ma può essere utile nel caso il bambino manifesti un disagio e non sia più felice di praticare lo sport”

Alcuni genitori (anche quelli di grandi campioni) raccontano di aver “ricattato” i loro figli da piccoli per arrivare a dei compromessi, per esempio “Se sei promosso ti compro la bici nuova”. È un comportamento corretto o ci sono altre “tattiche” da mettere in pratica con bambini più concentrati sullo sport che sulla scuola?

“Ritengo che il ricatto non sia corretto! Ci sono alcune tecniche che permettono un maggior successo dando meno frustrazione al bambino. Per mancanza di spazio ne citerò alcune ma prima di utilizzarle è necessario che uno specialista spieghi bene come metterle in pratica. Tra le strategie più frequenti troviamo: la token economy, il costo della risposta e la personalizzazione dei genitori”.

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni.