Asma e sport: lo pneumologo ci spiega perché è importante allenarsi e come farlo

Asma e sport i consigli dello pneumologo esperto

Asma e sport sono due argomenti spesso correlati perché inevitabilmente chi è asmatico e pratica attività fisica a livello agonistico è costretto a prendere qualche accorgimento in più. Abbiamo chiesto qualche informazione al dottor Giovanni Borio, pneumologo di MioDottore, che riceve a Torino, Leinì, Venaria Reale, Caselle Torinese, Ciriè, Rivarolo Canavese. Ecco che cosa ci ha spiegato.

Che cos’è l’asma da sforzo e quali sono le cause?
“L’asma da sforzo è una tendenza a sviluppare broncospasmo. Indotta da un certo grado di intensità e di durata di esercizio fisico, può essere percepita come semplice affanno oppure può manifestarsi con tosse, oppressione toracica (senso di peso al petto), talvolta respiro sibilante. È scatenata più facilmente dall’aria fredda, dalla nebbia e dallo smog. Solitamente le crisi non sono di lunga durata, tuttavia questo aspetto varia da soggetto a soggetto, così come l’intensità delle stesse. Può manifestarsi sia in soggetti già asmatici (allergici e non) ma può anche comparire improvvisamente in pazienti che non sono asmatici noti. È correlata a un aumento della reattività delle vie aeree che può essere sia congenita che acquisita. Molti fattori ambientali (inquinamento, allergeni, virosi respiratorie) o stili di vita non salutari (fumo, uso di sostanze) possono indurre un aumento della reattività delle vie aeree, facilitando la comparsa di asma da esercizio fisico. Il raffreddamento delle vie aeree indotto dalla ventilazione forzata durante esercizio provoca la liberazione di sostanze (istamina e leucotrieni) da cellule chiamate mastociti, che sono in grado di irritare i recettori bronchiali con conseguente reazione di broncocostrizione”

Si può prevenire? E curare?
“Si può prevenire fino a un certo punto in quanto la predisposizione individuale, spesso su base genetica, non lascia grandi margini di intervento. Sicuramente, stili di vita sani, non fumare e non essere esposti a broncoirritanti ambientali possono fornire un vantaggio, ma non mettere del tutto al riparo. I soggetti allergici se riescono a curare adeguatamente la loro allergia (con terapie iposensibilizzanti) possono ridurre la quota di iperreattività bronchiale. Esistono anche soggetti che hanno asma da esercizio fisico solo durante la stagione pollinica. Talvolta, invece, questa iperreattività è comunque presente anche in assenza dello stimolo allergenico. Chiaramente, l’allenamento fisico migliora la tolleranza allo sforzo e spesso eleva anche di molto la soglia asmatica. La preparazione graduale allo sforzo fisico mediante adeguato riscaldamento è una pratica consigliabile. Ci sono soggetti che hanno l’asma solo durante la gara e non negli allenamenti. Probabilmente ciò si verifica in correlazione allo stress da competizione. La prevenzione può essere farmacologica: talvolta è sufficiente utilizzare farmaci antileucotrienici, più frequentemente si rivela necessario ricorrere a beta agonisti (salbutamolo, formoterolo etc), magari prima dello sforzo stesso. La terapia vera e propria (o terapia di fondo) si fa soprattutto nelle persone che soffrono di asma non solo da esercizio fisico e comprende, oltre ai suddetti farmaci, anche i cortisonici inalatori che nel lungo periodo possono ridurre la iperreattività dei bronchi”

Che differenza c’è tra l’asma da sforzo e quella di origine allergica o infettiva? Si differenziano nei sintomi e nelle cure?
“La differenza fra le varie forme di asma, oltre alla tipologia di cellularità correlata alla malattia, è data dal fatto che l’asma da sforzo non è considerata una malattia infiammatoria. Al contrario, lo sono sia le forme allergiche sia quelle postinfettive. Per questo motivo, nella sola forma di asma da sforzo pura non sono indicati i cortisonici come terapia, ma solo i beta agonisti (broncodilatatori). I sintomi possono essere molto simili, ma chiaramente si verificano in condizioni molto differenti. Tuttavia, spesso coesistono in quanto chi è asmatico difficilmente non soffre anche di asma da sforzo”

Asma e sport: i consigli per gli asmatici

Pneumologo Giovanni Borio
Il dott. Giovanni Borio, pneumologo che riceve in Piemonte

Chi è affetto da asma può praticare sport?
“Assolutamente sì. L’inattività e la rinuncia a praticare sport o a far praticare sport ai bambini per eccesso di cautela sono assolutamente dannose sia dal punto di vista psicologico che fisico”

Ci sono degli sport consigliati e altri, invece, assolutamente sconsigliati agli asmatici?
“Tutti gli sport possono essere praticati. Tuttavia, alcuni sono più asmogeni di altri: è il caso della corsa o tutti quelli sport che presuppongono tratti di corsa rapida e veloce magari ripetuta e spesso all’aria aperta – calcio, tennis ecc – oppure strappi intensi e prolungati – ciclismo. Da sempre il nuoto, soprattutto in acqua non clorata, oppure lo sci di fondo sono considerati gli sport più adatti da far praticare ai bambini e ragazzi con asma. Tuttavia al giorno d’oggi, grazie ai farmaci disponibili, non vi sono vere preclusioni per gli asmatici. Come affermato in precedenza, l’unico comportamento da evitare è la rinuncia allo sport a causa dell’asma”

Quali accorgimenti devono prendere gli asmatici se vogliono fare sport?
“Tra gli accorgimento suggerisco uno stile di vita sano, un approccio allo sport con adeguato allenamento evitando gli ‘strapazzi’ del week-end tipici di chi non ha tempo per motivi lavorativi o di studio di praticare attività fisica in settimana, un adeguato utilizzo di farmaci specifici in base a quanto consigliato da uno specialista, controlli medico sportivi e, se necessario, pneumologici e/o allergologici”

Un asmatico può arrivare a praticare sport ad alti livelli?
“Ci sono molti atleti professionisti e semi professionisti asmatici che praticano sport estremamente faticosi, come il ciclismo su strada, la mountain bike, la maratona, l’alpinismo ecc. Ciò dimostra che i progressi farmacologici consentono la pratica dello sport agonistico anche a soggetti asmatici. I farmaci antiasmatici rientrano quasi tutti nelle categorie delle sostanze considerate dopanti; per questo motivo nelle categorie agonistiche, gli atleti devono denunciare sull’apposita modulistica del CONI, la tipologia, il dosaggio, la posologia e la durata della terapia con la certificazione specialistica redatta dal medico che ha in cura l’atleta/paziente”

Chi soffre di asma deve seguire un’alimentazione particolare? Ci sono degli alimenti da evitare?
“Non esiste un regime alimentare obbligato o assolutamente consigliato. Bisogna evitare il sovrappeso perché aumenta lo sforzo fisico durante l’esercizio e diminuisce la resistenza. Si devono, poi, evitare gli alcolici, in particolare a ridosso di una gara o di un allenamento. Per il resto ci si regola secondo le proprie consuetudini: esistono atleti vegani o vegetariani, così come atleti che non disdegnano una buona fiorentina. C’è poi chi segue la dieta mediterranea. In caso di allergie alimentari o intolleranze, l’alimentazione non si differenzia da chi pratica sport e non è asmatico”.

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Giornalista professionista appassionata di sport fin da bambina. Scrivo per diverse testate nel web e sono fondatrice di Milady Magazine e Sport Folks. Ciclismo, volley e animali sono le mie più grandi passioni.
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