12 scommesse per il ciclismo del futuro

12 ciclisti under 25 promettenti su cui scommettere

Dai cacciatori di classiche ai grandi scalatori, dai velocisti agli uomini per le grandi corse a tappe, dodici corridori Under 25 da tenere d’occhio

A pochi giorni dalle prove in linea del Mondiale di ciclismo su strada di Innsbruck abbiamo scelto 12 corridori con meno di 25 anni pronti a riscrivere la storia del ciclismo nel futuro prossimo.

Matej Mohorič (Slovenia)

Nato il 19/10/94 – professionista dal 2014 – Bahrain Merida

Cominciamo da lui perché è il talento più cristallino ed eclettico della nostra lista. Prima di passare professionista ha vinto il mondiale su strada sia negli juniores che negli under 23, il che lo pone nell’invidiabile posizione di poter diventare in futuro il primo corridore nella storia a vestire la maglia arcobaleno in tutte le categorie. Il suo tallone d’Achille è la volata, ma in salita, in discesa e a cronometro, sul passo e nei percorsi misti è già lì a rivaleggiare con i primi. Le vittorie di tappa alla Vuelta del 2017 e al Giro del 2018, entrambe accompagnate dal 30° posto nella generale, ma soprattutto i successi nel BinckBank Tour e nel Deutschland Tour di agosto, sono il biglietto da visita per il ventitreenne sloveno che attendiamo a un ulteriore salto di qualità nel 2019.

Ivan Ramiro Sosa (Colombia)

Nato il 31/10/1997 – professionista dal 2017 – Androni Giocattoli -> nel 2019 alla Trek Segafredo

Scoperto da Gianni Savio che lo ha fatto esordire fra i professionisti a 19 anni, il colombiano è letteralmente esploso in questa stagione aggiudicandosi ben quattro gare a tappe fra giugno e agosto: il Cycling Tour of Bihor, l’Adriatica Ionica Race, il Sibiu Cycling Tour e la Vuelta a Burgos. Stana de Vale, Passo Giau, Lac Balea e Lagunas de Neila sono le quattro salite in cui ha schiantato i rivali vincendo e conquistando la maglia di leader. Al Tour of Alps una caduta lo ha messo fuori gioco quando era leader della corsa davanti a Pinot, Lopez e Froome. Stiamo dunque parlando di uno scalatore formidabile che a soli vent’anni rivaleggia in salita con gli assi delle corse a tappe. Vedremo cosa farà fra gli under 23 nel durissimo percorso iridato di Innsbruck. Alla Trek Segafredo dovranno lavorare soprattutto per farlo progredire nelle prove a cronometro.

Egan Bernal (Colombia)

Nato il 13 gennaio 1997 – professionista dal 2016 – Team Sky

La stagione 2018 di Egan Bernal è stata segnata da due brutti infortuni: la doppia frattura a scapola e clavicola alla Vuelta a Catalunya (dove era 2° nella generale dietro a Valverde) e le fratture facciali e l’ematoma cranico alla Clasica de San Sebastian. Nonostante questi due terribili incidenti il giovane colombiano ha corso per due terzi della stagione ad altissimi livelli: 6° al Tour Down Under, 1° nella Colombia Oro y Paz, 2° al Tour de Romandie (con il successo nella cronoscalata di Villars), 1° all’Amgen Tour of California (con due successi di tappa) e 15° al Tour de France (secondo nella classifica dei giovani). Sulle salite della Grande Boucle è stato spesso l’ultimo uomo dei due leader Thomas e Froome. A differenza di molti suoi connazionali Bernal si trova a proprio agio anche nelle prove contro il tempo. Se la malasorte gli darà tregua siamo sicuri che nel 2019 lo troveremo a lottare per le posizioni nobili delle grandi corse a tappe.

Fernando Gaviria (Colombia)

Nato il 19 agosto 1994 – professionista dal 2015 – Quick-Step Floors

È il colombiano che non ti aspetti: veloce, potente, abilissimo nel farsi spazio in volata, dotato del colpo del finisseur. L’epifania alla Parigi-Tours 2016 resta il suo capolavoro: il gruppo tolto di ruota ai 700 metri dal traguardo con una progressione a 60 km/h da cineteca del ciclismo. Fra le sue 34 vittorie fra i professionisti conta quattro tappe al Giro d’Italia e due al Tour de France. Se imparerà a tenere su muri e côte saranno dolori per tutti anche nelle Classiche.

Miguel Angel Lopez (Colombia)

Nato il 4 febbraio 1994 – professionista dal 2015 – Astana Pro Team

Attualmente è il ciclista che dà le maggiori garanzie nelle corse a tappe grazie allo straordinario rendimento nella terza settimana: al Giro è partito dal 5° posto e ha finito al 3°, alla Vuelta dal 4° e ha finito al 3°. Con Chris Froome e Tom Dumoulin è l’unico corridore a essere finito su due podi. In carriera vanta un Tour de Suisse, una Milano-Torino e due tappe alla Vuelta a Espana. Siamo pronti a scommettere che sarà fra i protagonisti sul durissimo percorso che assegnerà la maglia iridata a Innsbruck.

Tiesj Benoot (Belgio)

Nato l’11 marzo 1994 – professionista dal 2014 – Lotto Soudal

Anche se finora ha vinto una sola corsa, la Strade Bianche dello scorso marzo, il belga è senz’altro uno dei corridori più interessanti per quanto concerne le Grandi Classiche degli anni che verranno. La forza, la determinazione e la classe dimostrati nella classica senese sono stati confermati alla Tirreno-Adriatico (4°), al Giro delle Fiandre (8°) e alla Freccia del Brabante (3°).

Wout Van Aert (Belgio)

Nato il 15 settembre 1994 – professionista dal 2017 – Verandas Willems–Crelan -> nel 2019 Roompot Crelan

Supercampione del ciclocross, il ventiquattrenne belga vanta quattro titoli mondiali, due argenti e un bronzo nelle ultime sette rassegne iridate di ciclocross alle quali ha preso parte. In queste prime due stagioni su strada ha dimostrato di trovarsi a suo agio con il pavè, gli sterrati e la pioggia. Dopo aver vinto tre corse in linea nella prima stagione fra i professionisti, nel 2018 si è fatto notare alla Strade Bianche (3°), alla Gand Wevelgem (10°), al Giro delle Fiandre (9°) e al Campionato europeo su strada (3°). In agosto ha vinto il Giro di Danimarca. Da rivedere la prossima primavera, ma il talento è indubbio.

Pierre Latour (Francia)

Nato il 12 ottobre 1993 – professionista dal 2015 – AG2R La Mondiale

Pierre Latour non molla mai. Da gennaio a ottobre il corridore francese è sempre presente nei quartieri alti delle classifiche di corse in linea e gare a tappe. Fra i suoi successi ricordiamo una vittoria tutta di grinta e determinazione alla Vuelta a Espana del 2016. Rimandiamo gli scettici ai suoi piazzamenti nel 2018: 13° al Tour Down Under, 3° alla Volta a Catalunya, 8° al Tour de Romandie, 7° al Critérium du Dauphiné, 1° al Campionato francese a cronometro (con 2’23” di vantaggio su Tony Gallopin!) e 13° al Tour de France. Il fatto che abbia vinto appena quattro corse nelle prime quattro stagioni fra i professionisti non deve ingannare: la qualità c’è e Latour ce lo dimostrerà nei prossimi anni.

Gianni Moscon (Italia)

Nato il 20 aprile 1994 – professionista dal 2016 – Team Sky

Dispiace che le vittorie e le splendide performance ottenute nei primi tre anni di professionismo siano state eclissate da comportamenti scorretti verso i colleghi (gli insulti razzisti a Kévin Réza e il litigio in corsa con Elie Gesbert) o da violazioni del regolamento (il traino al Mondiale su strada 2017) perché Gianni Moscon è in assoluto il migliore talento prodotto dal ciclismo italiano negli ultimi anni. Forte sul passo, a suo agio sul pavé (5° al debutto alla Parigi-Roubaix a 21 anni), dotato di un buono spunto in volata e di una discreta attitudine alla salita, il corridore del Team Sky ricorda (come caratteristiche più che come palmarès….) il giovane Francesco Moser.

Marc Soler (Spagna)

Nato il 22 novembre 1993 – professionista dal 2015 – Movistar Team

Professionista dal 2015, il giovane corridore del Movistar Team sta maturando senza stress all’ombra di Valverde, Quintana e Landa. Forte in salita e sul passo ha ampi margini di miglioramento. Il rocambolesco successo alla Parigi-Nizza lo ha proiettato in una nuova dimensione, anche se al Tour de France ha indossato i panni del gregario. D’altronde anche Miguel Indurain fece la stessa trafila nella Reynolds che oggi si chiama Movistar…

Enric Mas (Spagna)

Nato il 7 gennaio 1995 – professionista dal 2017 – Quick-Step Floors

La Quick-Step Floors è una macchina da successi, ma non è il luogo migliore per chi voglia diventare un corridore da grandi corse a tappe. Lo spagnolo Enric Mas – investito del ruolo di erede di Alberto Contador dal “Pistolero” stesso – farà cambiare idea ai vertici della corazzata belga che quest’anno ha superato i 60 successi? Dopo un buon inizio di stagione (una tappa e il 6° posto al Giro dei Paesi Baschi e il 4° posto al Tour de Suisse) il corridore maiorchino è letteralmente esploso nell’ultima settimana della Vuelta a Espana completando la “remuntada” dal 6° al 2° posto con il successo di tappa al Collado de la Gallina. Forse nemmeno Contador si aspettava una maturazione così rapida…

Sam Oomen

Nato il 15 agosto 1995 – professionista dal 2016 – Team Sunweb

È il meno appariscente fra i corridori della nuova generazione di “olandesi volanti” ma anagrafe e risultati parlano a suo favore: Sam Oomen ha chiuso tutte le corse a tappe World Tour del 2018 nei primi quindici. Dopo il 15° posto al Tour Down Under è arrivato 13° alla Parigi-Nizza, 9° al Giro d’Italia, 7° al Tour de Suisse e 9° al Giro di Polonia. Per il momento non eccelle in alcuna specialità, ma fa della regolarità il suo punto di forza.

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Giornalista e ciclista, è riuscito a far convivere le sue due passioni scrivendo di bici per numerose testate, fra cui "Ciclismo" e "L'Unità". Colleziona colli alpini ed è sempre a caccia di nuovi itinerari fra Italia, Francia e Portogallo. Ha pubblicato diversi libri fra cui "Storia del ciclismo" e "Grimpeur".
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